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Ato idrico, i sindaci della Servizi Ambientali: “Vogliamo l’acqua pubblica, ma il piano d’ambito non è equo”

I comuni che hanno votato contro in Provincia spiegano le loro motivazioni e chiedono modifiche al piano

Ponente. I “comuni ribelli” al piano d’ambito e all’Ato idrico votato martedì scorso in Provincia dicono la loro e spiegano i motivi della contrarietà e espressa alle linee guida approvate dall’assemblea dei sindaci e dal Consiglio provinciale. “I Comuni di Balestrino, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Giustenice, Loano, Toirano e Tovo San Giacomo da anni lavorano per l’Acqua pubblica e di qualità. Mare pulito e pieno rispetto delle esigenze dei Cittadini sono valori comuni e condivisi da tutti i Sindaci. Metterli in pratica richiede impegno, responsabilità sociale e risorse. Qualcuno sembra aver voluto far passare che alcuni sindaci, esprimendo il loro voto contrario al piano d’ambito proposto dalla Provincia, avrebbero “giocato” a favore della privatizzazione dell’acqua”.

“Quanto abbiamo rilevato, invece, era volto ad evitare che si ripetesse quanto accaduto negli ultimi anni, a causa delle incertezze normative e delle attività fatte di fretta e senza alcuna condivisione che ci hanno portato ad avere contenziosi di ogni genere che hanno impedito la crescita ed il rafforzamento dei gestori pubblici presenti nel nostro ambito” affermano i sindaci dei comuni  di Balestrino, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Giustenice, Loano, Toirano e Tovo San Giacomo.

Tra i comuni della Servizi Ambientali solo Pietra Ligure e Boissano hanno detto sì (sia pure con riserve) al Piano d’Ambito e all’unico Ato idrico da Laigueglia a Varazze, che dovrebbe portare nel giro di pochi mesi all’affidamento ad un gestore unico del servizio (con il processo di fusione-integrazione delle tre società interessate, Sca, Servizi Ambientali e Consorzio Depurazione Acque Savonesi): “Il 29 maggio scorso in Provincia sul tema Piano d’Ambito vi è stato un giusto confronto dove sono state manifestate le criticità presenti sul nostro territorio e data una valutazione sulle soluzioni proposte, a volte non soddisfacenti. Il risultato finale è stato comunque positivo: è stato approvato il Piano d’Ambito ed è stato espresso “bisognerà affrontare gli altri problemi, dalla correzione del piano richiesta da molti sindaci, fino alla scelta definitiva, ad esempio, sulla depurazione di Alassio e Laigueglia”.

E nel documento si spiega: “Nel condividere il risultato globale, crediamo utile ricordare alcune informazioni generali ed evidenziare alcuni punti che crediamo migliorabili. L’ambiente di riferimento è sicuramente di alta complessità normativa. Abbiamo contato in questi ultimi anni oltre 40 provvedimenti tra Stato, Regione, Provincia ed Autorità di settore. Il ruolo dei Comuni negli anni è stato variegato: acquisizione quote ed affidamento servizi in house, gestione con privati, gestione in proprio ed altro. I fondamentali di ogni comune sono facilmente identificabili: chi ha impianto di depurazione , chi è collegato e chi no, reti idriche adeguate, ma migliorabili, pozzi attivi, sistemi a supporto da razionalizzare e così via. La situazione attuale è nota: ATO Padano (ATO 2) e ATO Costiero (ATO 1), vari Gestori pubblici e privati sul territorio. Purtroppo la Regione, pur avendone la possibilità, non ha voluto ricostituire il terzo ambito del ponente”.

“A questo punto, per tutti l’importante è arrivare ad una soluzione concreta dopo anni di attesa. Il contributo economico dei vari comuni è stato nel tempo molto diverso e non proporzionale ai servizi avuti, né alla popolazione equivalente servita e le discrepanze sono notevoli e poco giustificabili se non con “gli inevitabili problemi politici”. La nostra volontà è, quindi, quella di arrivare ad un piano d’ambito maggiormente condiviso, realistico ed orientato alle principali esigenze di tutto il territorio, sia di ogni singolo comune che di tutto il contesto ATO, con assoluto rispetto per le diverse priorità, troppe volte rimandate, quali: collegamento a Borghetto con “buon senso” e considerazione di chi da anni contribuisce economicamente a questo percorso. Questo significherebbe rispettare le macro esigenze e le sensibilità dei territori, identificando, per la depurazione, una alternativa a concentrare tutto su Borghetto” aggiungono ancora i sindaci.

“Ricordiamo che tra i soci di Servizi Ambientali (tutti) era stato preso un formale impegno nell’assemblea di sostenere il Comune di Borghetto affinché venisse modificato, almeno parzialmente, il progetto mantenuto nel nuovo piano d’ambito che prevede il trattamento di tutti i reflui del ponente nell’impianto sito al confine con il Comune di Toirano. Altro obiettivo è quello di avere costi armonizzati e sostenibili dai Cittadini, calcolando gli incrementi in modo razionale, equo e chiaro per arrivare in tre anni a tariffe uguali per tutti. Rispondere concretamente alle legittime e specifiche richieste per alcune attività, quali ad esempio quelle agricole e turistiche. Valorizzare le singole realtà, considerando strutture, contributi versati negli anni, mutui in essere, stato di salute e valore portato con le infrastrutture già realizzate. Questo passaggio è importante per creare un sistema gestionale basato su fatti solidi ed in un clima di rispetto dei vari percorsi. In pratica evitare calderoni; evitare che tutti debbano pagare per recuperare su problematiche specifiche di una parte dei comuni o rispettare i meriti di chi piccolo comune ha investito per anni cifre addirittura superiori a quelle di comuni più grandi senza avere alcun beneficio”.

“Ben venga il confrontare in logica di benchmarking chi ha fatto e chi non ha fatto investimenti, ragionare sulle tariffe, e l’incidenza delle tante seconde case sulle stesse. Inserire nel piano anche linee guida per le future modalità operative, dare al dettaglio del piano-alla voce investimenti per Comune- un peso alla priorità che sia coerente con gli obiettivi generali. Per questo la nostra valutazione del Piano d’Ambito ATO Centro Ovest 1 è stata di piena condivisione della scelta di fondo dell’affidamento ad un soggetto totalmente pubblico del Servizio Idrico Integrato, di apprezzamento per la attenta pianificazione delle varie attività, che dovrà essere integrata visti i trenta anni di validità con una indispensabile flessibilità operativa; di piena comprensione per le difficoltà che hanno caratterizzato il percorso; di ringraziamento per il lavoro da tutti svolto e partecipato per quanto possibile; tuttavia, di non accordo sulla approvazione di un piano che a fronte di tante attenzioni, non risponde come avrebbe potuto ai punti sopra espressi, lasciando troppe incertezze, a nostro avviso rilevanti, e che potevano essere chiarite sin da subito e che dovranno trovare una veloce soluzione per poter consentire una sicura ed efficiente gestione pubblica unitaria”.

“Certi che il nostro contributo sia stato capito, precisiamo e ribadiamo che contrariamente a quanto affermato da qualcuno, abbiamo votato tutti per il mantenimento dell’acqua in mano pubblica senza alcuna riserva e ci prepariamo adesso a lavorare insieme per contribuire, dopo anni forse troppo appiattiti nel dibattito, per avere un piano d’ambito ed un gestore del Servizio Idrico che siano di tutti” concludono i sindaci.

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