Torneo di Carcare, lo SC Corigliano: "Nessuna aggressione fisica, lesa l'immagine della nostra società" - IVG.it
L'episodio violento

Torneo di Carcare, lo SC Corigliano: “Nessuna aggressione fisica, lesa l’immagine della nostra società”

Il sodalizio calabrese ammette e condanna il comportamento del dirigente arbitrale ma precisa: "Solamente epiteti verbali"

comparato

Carcare. In merito all’aggressione ad un arbitro avvenuta lunedì mattina sul campo di Millesimo, nell’ambito del torneo internazionale di Carcare riservato alla categoria Giovanissimi, interviene la società coinvolta nell’episodio: lo Sporting Club Corigliano.

La società calabrese ritiene “doveroso puntualizzare la propria posizione sull’accaduto, ed evidenziare di essere parte lesa, e non l’artefice, diretta o indiretta, della relativa vicenda“. Ribadisce con fermezza “la sua totale estraneità ai fatti riportati, ed in particolare rimarca che nessun addebito può essere fondatamente mosso ad un suo atleta, dirigente o tecnico, non essendosi peraltro consumata nessuna aggressione fisica ai danni dell’arbitro direttore dell’incontro tra Crystal Palace e Corigliano”.

“In realtà – prosegue la nota diffusa dalla società -, si è purtroppo registrato, e già più volte condannato, anche ed in primis dalla scrivente, il gesto riprovevole ma isolato dell’aggressione verbale perpetrata da uno sprovveduto tifoso al seguito, del quale la ASD Sporting Club Corigliano si è nondimeno prontamente scusata. Urge tuttavia precisare che in 24 anni di onorata attività, questa associazione sportiva (scuola calcio élite) non si è mai macchiata di alcun episodio di rilievo disciplinare, ben distinguendosi per il rispetto delle regole di lealtà e civiltà sportiva e comportamentale”.

“Si resta attoniti per il polverone sollevato che ha gravemente leso l’immagine e la visibilità nazionale meritoriamente conquistati dalla scrivente, a tutela della quale si riserva di adire le vie legali in ogni sede a tanto istituzionalmente preposta. Tiene a precisare, in ogni caso, che nella sommaria ricostruzione del fatto, comunque fermamente condannato, non si è compiutamente monitorato l’operato del dirigente arbitrale che, nel corso del suddetto incontro, si è fatto lecito rivolgere ai giovanissimi calciatori ripetuti epiteti offesivi, razzisti, volgari, inqualificabili ed impronunciabili, e che – conclude la società calcistica -, a seguire l’aggressione verbale subita dall’isolato tifoso, ne ha inopinatamente ampliato gli effetti, fino ad ‘estenderne’ addirittura le ricadute nella sua sfera fisica”.

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