Neoacciatori esentati dalla tassa regionale, M5S: "Danno ambientale ed economico" - IVG.it
Parere negativo

Neoacciatori esentati dalla tassa regionale, M5S: “Danno ambientale ed economico”

Unanimità di pareri contrari delle associazioni ambientaliste, oggi in Terza Commissione, dove si sono tenute le audizioni sul disegno di legge

caccia

Liguria. “Le preoccupazioni da noi già espresse il 17 maggio scorso, in fase di illustrazione, sono state confermate dal coro unanime delle stesse associazioni ambientaliste: siamo di fronte a un disegno di legge illegittimo che contrasta con la normativa nazionale 157/1992, il cui articolo 23, comma 2, afferma, senza eccezioni di sorta né possibilità di esenzioni, che la tassa di concessione regionale non può essere inferiore al 50% della tassa di concessione governativa, a oggi fissata a 168 euro”. Così Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle Liguria, commenta il disegno di legge 189 che prevede l’esenzione dalla tassa regionale per i neocacciatori.

“Il mancato gettito, quindi, come riportato anche nella memoria scritta delle associazioni ambientaliste, ‘esulerebbe dalle competenze regionali, comporterebbe un danno erariale e violerebbe apertamente la disposizione statale di riferimento’. Un boomerang per gli agricoltori, che si ritroverebbero privati di una quota importante di risarcimento danni ad oggi in larga parte derivata dagli stessi tesserini venatori” prosegue l’esponente dei pentastellati.

“Pur di aumentare il numero di cacciatori, la Giunta Toti si sta lanciando verso l’ennesimo provvedimento che sarà impugnato dalla Corte Costituzionale (ormai siamo primi per numero di leggi impugnate su scala nazionale in una sola legislatura). Il numero di cacciatori, invece, dovrebbe ridursi, proprio per dare respiro alla fauna selvatica ligure che in questo periodo sta subendo un forte decremento medio trasversale. Una drammatica situazione ecologica causata dall’inquinamento diffuso e dall’abuso di pesticidi, dalla siccità 2016-2017 e dai cambiamenti climatici in atto, nonché dalle modifiche degli habitat e, non in ultimo, a causa del bracconaggio dilagante e della caccia. Se il Ddl dovesse passare, sarebbe un unicum in Italia. L’unica regione che aveva avviato una sperimentazione in tal senso, la Lombardia, è tornata sui propri passi l’anno seguente, riconoscendo l’errore. Perché Toti non ascolta gli amici lumbard anche questa volta?” conclude De Ferrari.

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