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Confessa la complice della famiglia accusata di una decina di furti a danno di anziani fotogallery

Lorena Costamagna è finita ai domiciliari con l'accusa di aver partecipato ad un colpo riuscito e ad uno tentato

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Savona. Ha ammesso le sue responsabilità in merito alle contestazioni della Procura, ma poi ha preferito non aggiungere altro davanti al gip avvalendosi della facoltà di non rispondere. Questa mattina Lorena Costamagna, finita agli arresti domiciliari la scorsa settimana nell’ambito dell’indagine della squadra mobile di Savona intorno ad una serie di furti a danno di anziani, ha quindi preferito non rispindere alle domande del giudice Alessia Ceccardi durante l’interrogatorio di garanzia in tribunale a Savona.

Accusati di fingersi addetti comunali per derubare gli anziani: coppia in manette

Alla donna venivano contestati due episodi, un furto andato a segno in corso Tardy e Benech a Savona ed uno tentato, che oggi ha quindi ammesso confermando che la ricostruzione degli inquirenti sullo svolgimento dei fatti era corretta. Insieme a Lorena Costamagna, per questa vicenda, è finita in manette (sono tutti in carcere) una famiglia di origini sinti, i coniugi Aurora e Guglielmo Dubois e il loro figlio Kevin. Tutti devono rispondere dell’accusa di aver commesso una serie di furti a danno di persone anziane, all’interno delle loro abitazioni, fingendo di essere incaricati comunali (i due uomini avrebbero sempre svolto il ruolo di “palo” e autista, mentre la donna eseguiva materialmente i furti).

L’indagine che aveva portato i quattro in manette era iniziata alla fine dell’anno scorso ed aveva permesso di individuare almeno una decina di colpi messi a segno – tra novembre e marzo scorso – a Savona (in corso Tardy e Benech), Finale Ligure, Loano, Borghetto Santo Spirito, ma anche nell’Imperiese (a Diano Marina e Sanremo) e nel basso Piemonte (a Bra, Savigliano, Fossano e Cuneo).

Secondo la ricostruzione della polizia, il modus operandi era sempre lo stesso: il marito oppure il figlio accompagnavano in giro in auto Aurora Dubois e facevano da palo mentre lei cercava la vittima di turno. A quel punto, fingendosi impiegata comunale, Aurora Dubois avvicinava l’anziano con la scusa della tassa dei rifiuti e prospettando la possibilità di concedere una riduzione nel pagamento, previo un sopralluogo nell’alloggio e l’esame della metratura. Una volta nell’appartamento approfittava dei momenti di disattenzione delle vittime per derubarle di soldi e preziosi.

In due occasioni la donna sarebbe stata accompagnata appunto da Lorena Costamagna che secondo le indagini della polizia era coinvolta in un furto riuscito a Savona e in uno tentato a Bra.

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