Caprioglio e Orsi avviano il calciomercato, tifano Melgrati e creano una squadra per "fare le scarpe" a quel che resta di FI? - IVG.it
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Caprioglio e Orsi avviano il calciomercato, tifano Melgrati e creano una squadra per “fare le scarpe” a quel che resta di FI?

Dopo la "cena dei 110" a villa Verney centrodestra in fermento, ma Caprioglio replica: "Non bolle in pentola nulla, stiamo solo lavorando"

Savona. Una cena per presentare a imprenditori e amministratori amici il “mondo” che si sta creando attorno alla lista civica di Caprioglio e all’associazione Alpha? Certamente. Un modo per iniziare a gettare in anticipo le basi per la campagna elettorale 2021? Possibile. Ma il traguardo più prossimo è il 2019, quando si andrà al voto quasi ovunque in provincia di Savona: e così la “innocente” festicciola promossa lunedì sera a casa della consigliera comunale Elda Olin Verney si sta rapidamente trasformando nel caso politico del momento.

Nell’ambiente, dopo le anticipazioni di IVG di ieri pomeriggio, la stanno rapidamente ribattezzando “la cena dei 110”. A capitanarla, dicevamo ieri, il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e quello di Albisola Superiore Franco Orsi; di fronte a loro amministratori, politici e imprenditori, tutti di area centrodestra ma senza tessera. Troppi, davvero troppi per non pensare all’inizio di una nuova “corrente sotterranea” che possa in qualche modo controbilanciare (o contrastare?) i partiti. E l’avversario principale potrebbe diventare Forza Italia: vediamo perchè.

Innanzitutto c’è il caso Albisola. Orsi ai media ha giustificato la propria presenza parlando di semplice “visita di cortesia”, ma tra i presenti c’erano anche il vicesindaco Maurizio Garbarini e l’assessore Roberto Gambetta. Con il primo in predicato di essere il prossimo candidato sindaco di una lista che, guardacaso, strizza l’occhio al centrodestra ma da anni ormai non ruota più attorno ai partiti bensì all’ex forzista Orsi. L’ex senatore riuscì a confermarsi in sella anche senza tessera grazie a quanto fatto nel primo mandato e al carisma e alla notorietà derivategli dalla sua militanza nel partito del Cav, ma non è scontato che la stessa cosa possa verificarsi ora: ecco allora che avere l’appoggio di Caprioglio, ossia del sindaco del capoluogo, e della sua “onda lunga” (l’associazione Alpha che riunisce chi guarda alla sua lista civica) potrebbe essere fondamentale.

A differenza di Orsi, inoltre, Caprioglio è (almeno ufficialmente) nelle grazie dell’apparato politico forzista: diciamo “almeno ufficialmente” perchè nelle ultime ore, proprio dopo la famigerata cena, Toti si è lasciato andare per la prima volta a qualche bacchettata pubblica nei confronti della sua (ex?) pupilla, accusata di essere “troppo lenta” nel portare a casa risultati per la sua città. Uno sfogo che potrebbe essere arrivato anche in seguito alle ripetute richieste di rimpasto da parte del sindaco (con tanto di “pellegrinaggi a Genova” degli esponenti della lista civica). Piccolo inciso, un “ticket” con gli albisolesi potrebbe anche risolvere a Caprioglio il problema Olin: niente più assessorato a Savona (serve la testa di un forzista, che Toti finora non ha concesso) bensì proprio ad Albisola, in cambio dell’appoggio dei savonesi.

L’anno prossimo, come detto, si vota. E uno degli obiettivi dell’alleanza tra “civici” e albisolesi potrebbe essere quella di influenzare il voto anche nei Comuni limitrofi, strappando al Pd Albissola Marina (Nasuti) e Celle Ligure (Zunino). Per non parlare di Varazze, dove nel 2014 Bozzano, scaricato dal Pd, vinse contro il candidato ufficiale del centrodestra (Cerruti) soprattutto strizzando l’occhio a chi votava per quell’area. Proprio lo scenario che Orsi e Caprioglio punterebbero a replicare: e a questo proposito corre voce di un caffè “galeotto” tra il sindaco di Savona e quello di Varazze, un paio di settimane fa, in cui si sarebbe parlato proprio di alleanze (Bozzano sente sul collo il fiato del suo vice, Piacentini, che secondo alcuni potrebbe tentare di spodestarlo, e una stampella esterna farebbe comodo).

C’è poi il caso di Alassio. Caprioglio non ha partecipato a nessuna delle due presentazioni, né quella di Canepa né quella di Melgrati. Se gli “innocentisti” leggono in questa scelta la semplice volontà di non prendere posizione, i maligni vanno oltre: la logica avrebbe voluto che Caprioglio (la cui maggioranza si fonda sulla coalizione di centrodestra) sposasse senza se e senza ma il candidato ufficiale (Canepa), quindi non sarebbe fantascienza pensare che, sotto sotto, lei e Orsi possano “fare il tifo” per Melgrati. Dovesse vincere, si creerebbe un’asse: sindaci di area centrodestra in grado però, uniti, di sottrarsi alle ingerenze degli organi partitici, se non addirittura di influenzarli. Con alcuni Comuni di peso in mano agli “Alpha”, la nuova corrente potrebbe davvero avere i numeri per provare a costruire un “altro” centrodestra, in grado nel 2019 di trattare direttamente con la Lega anche sulle elezioni ad Albenga, Pietra e Finale Ligure. Il nuovo asse farebbe dunque “le scarpe” a quel che resta di Forza Italia. A tutto svantaggio di due figure precise, Santiago Vacca e Angelo Vaccarezza.

Caprioglio, per ora, non esce allo scoperto e, incalzata dalle domande (nel video in alto), si limita a rimbeccare i rimproveri di Toti elencando quanto fatto nei primi due anni di amministrazione. Nega qualsiasi velleità di scalata (“Siamo solo persone che desiderano mettersi al servizio del bene comune”), e si scalda solo quando si avanza l’ipotesi che l’alleanza con Albisola nasconda la voglia di “piazzare” Elda Olin: “Questo è veramente giornalismo creativo – taglia corto – ma ormai in questi due anni ho imparato e mi sono abituata a comprenderlo…”.

 

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