Acqua pubblica

Ato idrico, via libera dal Consiglio provinciale. Pd: “Ora garantire una gestione pubblica”

Dopo il via libera da Palazzo Nervi ecco la posizione del partito Democratico

acquedotto

Provincia. Era uno dei punti caldi dell’assemblea dei sindaci di questa mattina a Palazzo Nervi e del successivo Consiglio provinciale convocato per l’approvazione del Piano d’Ambito. Nei giorni scorsi non sono mancante polemiche e prese di posizione, in particolare tra i comuni che compongono la Servizi Ambientali.

E la segreteria provinciale del Pd interviene sul processo di fusione nell’Ato costiero (acronimo per Ambito Territoriale Ottimale, strumento in capo alla Provincia di Savona) che permetterà di preservare la gestione di una risorsa “che deve rimanere a completo controllo pubblico. Siamo preoccupati dalle resistenze di alcuni soggetti politici” afferma il Pd.

“Il Partito Democratico e i suoi amministratori hanno in questi ultimi anni intrapreso un cammino per arrivare alla fusione dell’Ambito Territoriale Savonese in un soggetto unico. Attualmente infatti la gestione idrica del nostro territorio è suddivisa in Piano d’Ambito Centro Ovest 1 e Piano d’Ambito Centro Ovest 2”.

“Con l’unione in un unico Ato costiero, siamo ormai a un passo dall’affidamento alla Provincia del servizio idrico che comprende sia la distribuzione dell’acqua sia il servizio di depurazione. C’è stata e c’è una chiara volontà politica e amministrativa di mantenere questo bene sotto il controllo comune garantito dall’ente pubblico. Lo abbiamo detto con chiarezza e determinazione. Sindaci e amministratori locali da una parte e cittadini dall’altra – molti di questi anche riuniti in comitati di difesa – vogliono che l’acqua resti pubblica”.

“Il Consiglio provinciale ha approvato il Piano d’ambito dell’ATO idrico costiero che porterà a questa definizione”.

“Nei prossimi giorni c’è bisogno che questo indirizzo sia accolto e sposato da tutti gli amministratori, con responsabilità e soprattutto abbandonando personalismi e campanilismi” aggiunge il Pd savonese.

“Siamo preoccupati nel dover registrare ingiustificabili rigidità da parte di alcuni soggetti politici che rischiano di bloccare questo iter di semplificazione e di garanzia per tutti i cittadini del savonese. Se non ci sarà la realizzazione del Piano d’Ambito, la Provincia di Savona sarà costretta ad andare a gara con la prevedibile conseguenza dell’assegnazione a privati della gestione idrica”.

“Abbiamo almeno tre validi motivi per affermare con forza, insieme, la bontà del cammino che abbiamo intrapreso; quello ecologico e quello economico per primi: perché solo un soggetto pubblico potrà garantire la piena sostenibilità ambientale e la compiuta tutela dei diritti dei cittadini e – infine – quello del rispetto della volontà espressa con il referendum del 2011, dove, in una democrazia non di pura forma ma di sostanza, quale siamo convinti che ancora si voglia e possa ritenere questo nostro Paese, il popolo sovrano ha detto il suo no definitivo alla gestione privata dei servizi idrici” conclude la segreteria provinciale Pd.

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