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Ato idrico, Melgrati: “Ad Alassio costruiremo il nostro depuratore, Canepa è come Pinocchio”

Parole di fuoco del candidato sindaco alassino su acqua e depurazione, proprio dopo il via libera al Piano d'Ambito

Alassio. “In questi giorni si sta giocando il futuro della gestione del servizio idrico integrato che comprende la depurazione, la fognatura e l’acquedotto. In particolare il Piano d’ambito avrebbe dovuto prevedere per Alassio la possibilità di costruire un depuratore autonomo in considerazione della mancata disponibilità tecnica e politica del depuratore di Borghetto a ricevere i reflui della città di Alassio, diventata ormai la “cenerentola” del ponente, oggetto delle invidie delle “sorellastre” della politica (con la p minuscola). Eppure questo non è stato inserito”. Così il candidato sindaco alassino interviene sul dibattito in corso con al centro l’Ato idrico e la gestione unitaria del servizio su acqua e depurazione.

“La lista Melgrati Sindaco provvederà immediatamente ad inviare una richiesta di stralcio al Piano che preveda la costruzione in Alassio del depuratore a ciclo completo per far ottenere la Bandiera Blu non solo al Porto ma anche alle spiagge della Baia del Sole. Sarà nostra priorità che la SCA abbia un ruolo preminente nella gestione del settore idrico del territorio evitando così di disperdere il lavoro fatto negli ultimi 20 anni, vista l’esperienza fallimentare di Ponente Acque e del relativo Ato 3 (dichiarato incostituzionale e fortemente voluto per interessi loanesi da Vaccarezza) in previsione dell’individuazione del nuovo gestore unico” aggiunge Melgrati.

“Sul ciclo delle acque, grida giustizia la mancata realizzazione dei lavori di messa in sicurezza e innovazione della stazione di pompaggio di regione Sgorre ad Albenga. Questa centrale è, di fatto, l’impianto che consente di far arrivare l’acqua potabile nei rubinetti di case e attività alassine. Ebbene, nonostante vi fosse la necessità urgente di procedere all’ammodernamento dell’impianto (anche dopo le rotture del 15 di agosto 2017 che hanno lasciato completamente senza acqua tutto il territorio con grave e drammatico disagio della popolazione, degli esercenti (alberghi, ristoranti e bar) e dei tantissimi turisti ospiti) ma nonostante vi fossero i finanziamenti a bilancio da anni (600.00 euro), il progetto esecutivo e cantierabile, questa opera non è stata eseguita ma neppure appaltata”.

“Non è vero che è stata progettata in seguito all’alluvione, come dichiarato dal “pinocchio” Canepa, queste opere hanno la finalità di migliorare l’efficienza energetica dell’intero impianto, implementando le attuali apparecchiature con nuove tecnologie computerizzate e “inverter” e permetteranno di regolare il flusso di mandata alle vasche sulla base della reale esigenza del territorio evitando così dispersioni inutili delle risorse e sollecitazione sui tubi esistenti, causa delle continue rotture avvenute nel passato. Non verranno posizionate sul tetto del fabbricato per evitare le piene del Centa, come sostiene il “pinocchio” Canepa, ma sostituite in loco”.

“Anche l’alternativa di approvvigionamento idrico passando dai tubi in galleria dell’Aurelia Bis, non è stata portata avanti, stante un progetto depositato in comune dal gestore dell’acquedotto di Albenga, che in cambio del passaggio dell’acqua in galleria, oltre a pagare l’affitto dei tubi e a garantire fornitura dell’acqua a prezzo convenzionato ad Alassio nell’emergenza, fornirebbe un allaccio per evitare l’interruzione idrica ad Alassio opzione attivabile immediatamente all’occorrenza con un segnale da un computer. Tutto questo con l’obiettivo che Alassio non abbia mai più interruzioni di fornitura di acqua”.

“Tutto questo sarà naturalmente e immancabilmente oggetto della prime attività amministrative qualora la nostra compagine risulti vincente, come auspichiamo. Quindi anche per quanto attiene al servizio idrico integrato, possiamo dire: “fatti non parole”.

“Relativamente agli asseriti 250 metri di tubi dell’ acquedotto sostituiti in 5 anni dall’amministrazione Canepa: considerato che la lunghezza complessiva dell’ acquedotto alassino è stimabile a diverse decine di chilometri, parlare di 250 metri cambiati è risibile e denota totale mancanza conoscenza reale della rete idrica e dei suoi problemi. Un po’ come iscriversi a una maratona e poi vantarsi di aver corso solo i primi 250 mt. Sulla passeggiata Ciccione correvano due tubi dell’ acquedotto: uno in eternit, posto sotto le aiuole, che riforniva i chioschi e le spiagge prospicienti (soggetto a frequenti rotture come si sono verificate anche la scorsa estate); l’altro, in acciaio, parallelo al primo e posto sotto l’ Aurelia, che rifornisce la vicina Laigueglia. Lo scorso autunno, per ovviare definitivamente il problema delle rotture estive, si è provveduto ad eliminare 250 metri del vecchio tubo in eternit ribaltando gli allacci pre-esistenti dal tubo dismesso alla tubazione in acciaio sotto l’ Aurelia. Quindi non 250 metri di tubo cambiato ma 250 metri di tubo eliminato”.

“Ma come pretendere che Canepa si renda conto di quello che dice e sia informato se in 5 anni non è mai andato a vedere di persona neanche un cantiere dell’ acquedotto?” conclude Melgrati.

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