Lettera

Ato idrico, Assoutenti chiede l’intervento dell’Autorità per l’Energia di Arera

"Per portare il settore idrico locale a livelli di eccellenza"

depuratore ceriale borghetto

Provincia. Una “verifica attenta e completa della situazione” dell’Ato idrico savonese. E’ quella richiesta da Assoutenti Savona nella lettera inviata a Giandomenico manzo, segretario generale di Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente.

Il presidente di Assoutenti Savona, Gianluigi Taboga, ricorda: “Noi di Assoutenti rappresentiamo una delle associazioni di consumatori maggiormente impegnate sul territorio nazionale e soprattutto a livello locale in Provincia di Savona riguardo i servizi a rete. Nella nostra attività ci siamo interessati a livello approfondito del servizio idrico integrato, collaborando attivamente con i gestori per consentire di limitare i disagi agli utenti e soprattutto per programmare un miglioramento rispetto alle precedenti gestioni comunali in economia, essendo in corso il processo di aggregazione a seguito dell’affidamento avvenuto nel gennaio 2016. La scelta della maggioranza dei sindaci che si sono succeduti nel tempo nella nostra provincia è stata ed è rivolta alla gestione pubblica del settore idrico, affidandola ‘in house’ a gestori a totale partecipazione pubblica”.

“Purtroppo, tale processo ha subito un increscioso blocco a seguito della sentenza della Corte Costituzionale 173 del 17 luglio 2017 che ha dichiarato incostituzionale la legge regionale della Liguria numero 17 del 2015, modificativa della legge regionale della Liguria numero 1 del 2014 (già istitutiva di un secondo ambito provinciale per l’entroterra), suddividendo l’ambito Provinciale Savonese in ulteriori due ambiti, il numro 1 da Varazze a Finale Ligure ed il numero 3 da Borgio Verezzi a Laigueglia. Le motivazioni di tale provvedimento sono essenzialmente formali, ritenendo la Corte Costituzionale che la Regione Liguria avesse errato nell’uso dello strumento legislativo anziché di quello amministrativo rimodulando la suddivisione degli ambiti provinciali, senza adeguata motivazione a sostegno della norma”.

“La Regione Liguria si costituiva tardivamente nella difesa del proprio provvedimento, a seguito della Sentenza citata, non provvedendo a porre in essere quanto evidenziato dalla Corte Costituzionale onde ripristinare quanto precedentemente deciso, ovvero la suddivisione della Provincia di Savona in tre ambiti autonomi per loro caratteristiche ambientali, storiche ed in particolare già dotate di un assetto gestionale confacente alle necessità di servizio dell’utenza. Tutto ciò ha determinato e continua a produrre uno stato di grande incertezza interrompendo un processo condiviso ed in itinere. A fronte del diniego della Regione si rende necessaria la predisposizione di un nuovo piano d’ambito, unico con un nuovo ed ulteriore processo di aggregazione tra i gestori pubblici presenti nell’intero ambito, con tutte le complessità derivanti dalle necessarie valutazioni societarie degli attuali gestori (anche privati)”.

Prosegue Taboga: “Questo stato di cose ha reso molto difficile la gestione del servizio idrico integrato su tutto il territorio, comportando rallentamenti e problematiche di vario tipo, in un momento di cambiamenti epocali in cui anche l’autorità di settore sta richiedendo a tutti i gestori interventi volti a fornire migliori servizi agli utenti. Come associazione dei consumatori abbiamo fatto tutto il possibile per fornire sostegno alle realtà pubbliche esistenti, aiutandole a relazionarsi con gli utenti consumatori, perché condividiamo la decisione dei Sindaci del nostro territorio a loro volta in sintonia con le istanze dei cittadini. Riteniamo che da parte degli Enti superiori vi sia stato e sussista un comportamento scoordinato ed indifferente alle esigenze delle realtà locali impedendo ai soggetti designati sul territorio di eliminare storture e difetti quali l’interconnessione delle reti, l’allaccio di parte del territorio al sistema di depurazione, una adeguata strutturazione del sistema di misurazione per migliaia di utenze, la giusta perequazione delle tariffe tra oltre venti realtà comunali”.

“Visti gli obiettivi prefissi da parte di Arera chiediamo una verifica attenta e completa della situazione, per portare il settore idrico locale a livelli di eccellenza, confidiamo che le problematiche rilevate possano essere risolte al più presto, rendendoci parte attiva quale Assoutenti, a fornire tutto il sostegno, condivisione e partecipazione possibile per raggiungere il miglior risultato nel più breve tempo possibile”, conclude Taboga.

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