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“Primo maggio in compagnia”, Rete a sinistra festeggia nei giardini di Villapiana

"Una festa per esprimere ancora la nostra tensione verso il cambiamento e la nostra capacità di lotta, per la difesa e l'estensione dei diritti fondamentali dei lavoratori"

Savona. Domani, in occasione del primo maggio, a Savona, nei giardini di Villapiana si terrà una festa tra cibo, musica e politica, organizzata da Rete a sinistra.

“Il 1° Maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l’idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese che decide l’organizzazione di una grande iniziativa da svolgersi in modo che, simultaneamente, in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno i lavoratori manifestino per la giornata lavorativa di 8 ore. Si sceglie la data del 1 Maggio: una scelta simbolica, perché tre anni prima, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago era stata repressa nel sangue” ricorda Marco Ravera, consigliere comunale di Rete a sinistra – Savona che vorrei.

“Rete a sinistra – Savona che vorrei ha deciso di festeggiare questa importante data nei giardini di Villapiana (via Verdi), storico quartiere operaio della nostra città, con una festa/merendino. ‘Primo maggio… in compagnia’, questo il nome dell’evento, inizierà dopo la fine del corteo dei lavoratori e sarà un momento conviviale con fave, salame, formaggetta con olive, torte salate e dolci, vino, acqua e bibite per tutti i gusti” spiega ancora Ravera.

“Ci saranno interventi dal palco per ricordare le istanze del mondo del lavoro che abbiamo portato in Consiglio comunale, ci sarà la partecipazione di Anna Parodi Consigliera comunale per Rete a sinistra a Cogoleto. Ma ‘Primo maggio… in compagnia’ sarà anche un pomeriggio musicale grazie alla disponibilità dei Musicamolesta. Una festa per esprimere ancora la nostra tensione verso il cambiamento e la nostra capacità di lotta, per la difesa e l’estensione dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle lavoratrici. Un Primo Maggio anche per chi il lavoro non lo ha o rischia di perderlo” conclude Ravera.

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