Sparatoria in via Santuario: scena muta di Scozzaro dal gip, resta in carcere - IVG.it
Interrogatorio di convalida

Sparatoria in via Santuario: scena muta di Scozzaro dal gip, resta in carcere fotogallery

Deve rispondere di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, inquirenti al lavoro per ricostruire il movente dell'aggressione

Savona. Nessuna spiegazione del suo gesto e tantomeno del motivo per il quale lunedì sera ha sparato tre colpi con una pistola calibro 22 contro Enrico Pasquale, ferendolo alle gambe e all’addome. Questa mattina, come era prevedibile, Massimo Scozzaro si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al gip Fiorenza Giorgi.

Il giudice ha poi convalidato l’arresto di Scozzaro e confermato per lui la detenzione cautelare in carcere (è detenuto nel penitenziario di Genova Marassi). L’uomo deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione. Al momento le indagini dei carabinieri della compagnia di Savona, coordinati dal pm Vincenzo Carusi, procedono per cercare di ricostruire il movente dell’aggressione (l’ipotesi più accreditata è che sia da ricercare in questioni di droga e denaro).

Nel frattempo le condizioni del ferito, che era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico all’ospedale San Paolo di Savona, sono in miglioramento anche se è ancora ricoverato nel nosocomio savonese.

Secondo quanto ricostruito dai militari, lunedì sera, Scozzaro (disoccupato e con precedenti penali per droga) è andato sotto casa di Pasquale, in via Santuario, ed ha atteso che la vittima tornasse a casa. A quel punto, con il volto nascosto dietro un passamontagna ed un casco, ha aperto il fuoco con una pistola calibro 22, risultata rubata in un’abitazione in provincia di Cuneo nel 1990. Ha esploso tre colpi, colpendolo ad entrambe le gambe e alla pancia.

Per fortuna di Pasquale, in quel momento, i carabinieri erano in zona per un servizio mirato alla prevenzione dei furti, e sono intervenuti subito fermando e disarmando, con estrema freddezza, Scozzaro (tra l’altro secondo gli inquirenti l’arma si sarebbe inceppata impedendogli di sparare ancora, ma l’aggressore era anche armato di coltello e storditore elettrico).

A quel punto per l’aggressore sono scattate le manette, mentre per il ferito i soccorsi effettuati dalla Croce Rossa.

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