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L’asparago violetto di Albenga: storia, caratteristiche e proprietà nutrizionali

"Alimentar-Mente 360" è la rubrica di alimentazione e benessere di IVG, a cura di Sara Paleologo

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“Alimentar-Mente 360” è una rubrica curata dalla dottoressa Sara Paleologo, biologa nutrizionista, ed ideata per soddisfare a 360 gradi le curiosità dei savonesi in materia di Alimentazione e Benessere. Il tutto con un linguaggio semplice ma sempre mantenendo una lieve impronta scientifica. “Prenderò spunto da eventi che si svolgono a Savona e provincia – spiega Sara – per elaborare articoli in cui verrà affrontato il tema dell’alimentazione (piatti tipici locali, tradizioni e stili alimentari) e del benessere (sia fisico che psicologico), in linea di massima proiettando la trattazione verso gli aspetti che maggiormente promuovono la salute della persona”.

L’asparago violetto di Albenga è davvero inconfondibile. I turioni medio-grossi, il sapore delicato e il colore viola intenso, sfumato verso la base, sono gli aspetti principali che contraddistinguono l’asparago violetto. Il colore non dipende dalle tecniche di produzione ma dalle caratteristiche genetiche: stiamo parlando di una varietà unica al mondo che possiede 40 cromosomi anziché 20, come hanno tutti gli asparagi. Per queste ragioni è impossibile effettuare un incrocio tra il Violetto ed altre varietà di asparagi (il risultato sarebbero dei figli completamente sterili).

La raccolta invece inizia verso la metà di marzo per proseguire fino a giugno. Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali devo per forza di cose far riferimento all’asparago comune (quello verde per intenderci). Gli asparagi sono ortaggi poco calorici e, grazie all’alto contenuto di minerali, sono estremamente diuretici. Presentano un profilo vitaminico eccezionale e un buon contenuto di ferro, calcio e fosforo. Inoltre, come tutti i vegetali, gli asparagi sono ricchi di fibre per cui posso essere un valido alleato contro la stitichezza.

Ritornando all’asparago violetto sappiamo che, rispetto alle altre varietà, è più morbido in quanto meno fibroso e ha un sapore molto delicato. Per questo motivo per esaltarne il gusto consiglierei di consumarlo senza usare salse e di evitare cotture prolungate. L’ideale sarebbe gustare il Violetto aggiungendo un filo di olio extravergine di oliva ligure di ottima qualità oppure accompagnato a pietanze (altrettanto delicate) a base di carne o pesce. Io preferisco mangiare il Violetto semplicemente con un pò di olio EVO perché amo i gusti “puliti”. Tu invece?

 

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