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Caos treni, pendolari e ambientalisti chiedono penale e disdetta contratto di servizio

Dopo i disservizi legati all'ultima allerta neve è scattata la protesta: "Le parole non bastano più"

Liguria La tempesta è passata, ma le ferite sono ancora aperte. Soprattutto per chi in quei giorni è rimasto “appiedato” a causa di corse soppresse e tratte chiuse del sistema regionale di trasporto ferroviario.

L’attacco-denuncia arriva dal Comitato Pendolari Levante Ligure, WWF-Italia-Liguria, Comitato Pendolari Valle Stura ed Orba e Comitato Pendolari Savona-Genova: “La realtà è sotto gli occhi di tutti – affermano le associazioni dei pendolari e a nemmeno 2 mesi dalla firma del CdS, ci si è ritrovati di fronte ad un disastro per il gelo non meno grave di quello di dicembre. Di fronte al fatto che per il disastro di dicembre non sarebbe stata dalla Regione comminata alcuna penale a Trenitalia, è quantomeno doveroso che in questa occasione la Regione commini una penale estremamente severa, che non può essere simbolica, come simbolici non sono stati i disagi creati all’utenza”.

“A seguito dei gravi disservizi ferroviari di dicembre avevamo in più comunicati richiesto che non si procedesse a firme affrettate del Contratto di Servizio con Trenitalia, in quanto mancavano garanzie sufficienti a fronte di un atto che avrebbe condizionato il futuro del servizio ferroviario ligure per ben 15 anni. In risposta l’Assessore Berrino ci aveva assicurato che non vi sarebbero stati più disservizi come quello di dicembre, e che quindi non vi era più alcun ostacolo alla firma del nuovo Contratto di Servizio” ribadiscono le associazioni firmatarie del comunicato congiunto.

La penale, secondo i rappresentanti dei pendolari, non basterebbe. La richiesta sarebbe quella di disdire il Contratto di Servizio con Trenitalia: “Come abbiamo detto in più occasioni la firma del CdS è stata una firma affrettata, di cui la Regione e l’Assessore Berrino hanno piena responsabilità – continuano le associazione – La lettura del CdS e dei suoi pochi allegati resi pubblici ha palesato la mancanza di garanzie efficaci rispetto all’ultimo disastro di pochi giorni fa ed altri futuri e contenuti insoddisfacenti rispetto al servizio offerto all’utenza. Per questo chiediamo la disdetta del Contratto stesso e ridefinizione di tutto il suo impianto, obiettivi ed articoli, in un percorso condiviso con i comitati, cosa mai avvenuta fino ad ora”.

Secondo pendolari e ambientalisti bisogna ricominciare il percorso con massima trasparenza e condivisione con chi il servizio lo vive tutti i giorni sulla pelle: “Le parole non bastano più”.

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