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Asset di Altare, l’azienda: “Il sito di Dego non è idoneo”. Fiom: “Lavoratori presi in giro” fotogallery video

Le precisazioni del gruppo Birta. Sindacati: "Aprire tavolo al Mise per trovare soluzione e salvare i posti di lavoro"

Altare. “Con riferimento ai rumors che circolano in queste ore, che vedrebbero dietro alla decisione presa da Brita di spostare la produzione ad Arsago Seprio (Varese) ragioni diverse da quelle comunicate lunedì alle rappresentanze sindacali, l’azienda tiene a smentire con chiarezza tali ipotesi”. Lo afferma in una nota il gruppo tedesco di Brita, smentendo l’indiscrezione sulla presenza di un altro sito nel savonese per evitare la delocalizzazione dell’azienda di Altare.

“Come comunicato, alla base di questa decisione, sofferta anche per l’azienda, vi è un’unica ragione: la volontà di rafforzare il ruolo e la presenza sul territorio italiano della propria controllata Asset Italia, migliorandone ed ampliandone le infrastrutture”.

“Tutte le opzioni possibili sul territorio sono state prese in considerazione, dapprima nelle vicinanze di Altare e successivamente in un raggio più ampio, nell’area del Savonese, nella quale si colloca anche l’edificio di Dego”.

“Questa ricerca ampia e attenta non ha avuto purtroppo successo: tutte le possibilità prese in esame non hanno riscontrato le caratteristiche necessarie per  l’espansione produttiva. In particolare, l’edificio di Dego si è rivelato non adeguato dai punti di vista dimensionale ed infrastrutturale, non presentando le condizioni essenziali per l’avviamento neanche di una singola linea produttiva”.

“L’azienda intende mantenere il dialogo corretto e trasparente da sempre avuto con i suoi lavoratori e i loro rappresentanti” conclude il gruppo Brita.

Nonostante le precisazioni dell’azienda, prosegue la battaglia di sindacati e lavoratori che questa mattina hanno raggiunto in corteo il Municipio dove sono stati ricevuti da rappresentanti dell’amministrazione comunale: “Anche il Comune si è detto amareggiato per la decisione aziendale ma soprattutto per l’atteggiamento del management locale” afferma il segretario provinciale della Fiom Andrea Mandraccia.

“E’ ormai evidente che le scelte dell’azienda non sono dettate da ragioni di carattere industriale quanto dalla precisa volontà di lasciare il Savonese. La disponibilità di un imprenditore di affittare la propria struttura a Dego andando incontro alle esigenze che il management di Asset sostiene di ricercare e offrendo il primo anno di affitto a titolo gratuito è la dimostrazione che nel nostro territorio si possono trovare le risposte alle richieste dell’azienda e che è il management aziendale a non voler trovare soluzioni”.

“A parole questa struttura a Dego ci è stata descritta come non ottimale, tra le altre cose, per ragioni tra logistiche. Dire però che si scarta questa ipotesi perché allontanerebbe i lavoratori dalla propria residenza e poi portare la fabbrica in provincia di Varese (dove l’amministratore delegato di Asset risiede) sarebbe ridicolo se non stessimo parlando della vita di persone” aggiunge ancora l’esponente sindacale.

“Il management aziendale non può sostenere che Asset società del tedesco Gruppo Brita ha a cuore il capitale umano, tanto da dotarsi di un codice etico, e poi proporre ai lavoratori il trasferimento ad oltre 200 km da casa come è stato fatto ieri. Né si può dire di avere rispetto per i lavoratori (rispetto che pretendiamo da parte dell’azienda) se si sorride al loro passaggio in corteo e se si fotografano per chissà quale fine donne e uomini che perdono una giornata di stipendio per difendere il proprio posto di lavoro. Questo è semplicemente inaccettabile!”.

“Domani mattina incontreremo il management locale per cercare di capire le loro intenzioni e per ribadire la nostra ferma contrarietà a qualsiasi ipotesi di delocalizzazione”.

“Abbiamo informato anche Provincia e Regione affinché si attivino presso il Ministero dello Sviluppo Economico per aprire immediatamente un tavolo di confronto contattando anche il Gruppo Brita per garantire il coinvolgimento della proprietà”.

“L’obiettivo è quello di tenere sul territorio questa realtà produttiva ed iniziare però parallelamente a lavorare per verificare l’eventuale interesse per questa unità produttiva di investitori seri” conclude Mandraccia.

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