Arbitri e donne: una serata dedicata a loro per i fischietti savonesi
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Arbitri e donne: una serata dedicata a loro per i fischietti savonesi

Riunione in data speciale per gli arbitri savonesi: 8 marzo con Anna Vitiello e Ilaria Caprioglio, ricordando il ruolo femminile nel mondo arbitrale

Savona. L’osservatore arbitrale Anna Vitiello e il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio protagoniste della riunione degli arbitri savonesi, fissata giovedì 8 marzo proprio della Giornata internazionale della donna. Con loro l’assessore allo sport del comune di Savona, Maurizio Scaramuzza, mentre a fare gli onori di casa il vice presidente della sezione, Simone Roba. Un’occasione per presentare alla autorità la sede di via Famagosta, ma soprattutto un tempo per portare l’attenzione sulla presenza femminile nel calcio.

I primi saluti sono stati quelli del sindaco che, ricordando qualche trascorso in comune con l’ex arbitro Bergonzi, ha scherzato sui ruoli politici e arbitrali: “l’arbitro è un po’ come il sindaco: comunque scontentiamo qualcuno“.

L’assessore Scaramuzza ha ricordato l’importanza del ruolo arbitrale: “fate a tutti gli effetti parte dello sport e, soprattutto con i ragazzi, avete un ruolo educativo – ha detto ai fischietti di via Famagosta – con il vostro compito sulle regole siete fondamentali”.

Anna Vitiello è stata tra le prime donne a iscriversi all’Aia, nella stagione 1990/1991, e oggi è osservatore arbitrale in forza alla CAN D e ha tenuto la parte tecnica della riunione degli arbitri savonesi. La Vitiello ha ricordato i suoi primi passi tra gli arbitri: “non è stato facile, all’inizio pochi accettavano questo ruolo, a volte nemmeno ti riconoscevano”, ha raccontato, tornando a quando i custodi dei campi delle giovanili la scambiavano per la fidanzata di qualche calciatore. Una carriera sul campo, con il passaggio al calcio a cinque, con la finale di coppa Italia ligure diretta da una terna interamente al femminile.

Dopo la maternità, però, la passione non viene meno: dal fischietto degli arbitri alla penna degli osservatori è un passaggio difficile, ma riuscito. L’occasione per “portare qualcosa di ciò che ho imparato sul campo”, confrontandosi anche in questo caso con la difficoltà di essere osservatore in un campo che continua ad avere una forte caratterizzazione maschile. Un’avventura però riuscita, che l’ha condotta ai livelli nazionali: “eppure far capire agli arbitri come vediamo noi da fuori una gara non è sempre semplice – ha spiegato – d’altronde questo per noi è un confronto, un modo per costruire un miglioramento”.

“Donna si, ma prima arbitro”, almeno in queste cose, ha detto la Vitiello, chiarendo che “ho buttato giù dei muri, anche a fatica, ma sono soddisfatta e orgogliosa del cammino“.

Presenti anche due delle quattro associate savonesi: giovani e attente, Florjana Doci e Gabriella Parisi hanno avuto l’occasione di ascoltare una delle apripista della loro esperienza arbitrale. “Arbitro perché mi piace il calcio, fin da quando avevo due anni”, spiega Gabriella, mentre Florjana aggiunge: “Sono cresciuta in Albania e lì non era normale che una bambina guardasse il calcio, mi nascondevo sotto il tavolo durante le partite; poi ho deciso leggendo il libro di Rizzoli“. Della lezione tecnica e di Anna Vitiello le due giovani arbitro portano a casa moltissimo: “Mi ha colpita la sua semplicità – spiega Florjana – e credo viviamo le stesse difficoltà che ha raccontato”; “ti arriva subito – aggiunge Gabriella – ancora oggi non tutti hanno accettato questa nostra presenza, soprattutto nello categorie minori“. Spetta anche a eventi come quello di questo 8 marzo costruire un più equo e paritario spazio pubblico, a partire dallo sport.

Foto di Alberto Ferro

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