Per un pelo

Albenga, profugo dorme all’addiaccio tutta la notte e va in ipotermia: salvato da un consigliere comunale

Si chiama Safil, ha 30 anni, viene dal Ghana e pare sia fuggito da una struttura ricettiva di Napoli

Ospedale Albenga

Albenga. Si chiama Safil, ha 30 anni, è un immigrato proveniente dal Ghana e pare sia fuggito qualche giorno fa (per motivi ancora sconosciuti) da una struttura ricettiva di Napoli.

Sono queste le poche, frammentarie informazioni che il giovane profugo, spaventato e infreddolito oltremodo, ha pronunciato all’ospedale Santa Maria di Misericordia, dove si trova ricoverato dalle prime luci dell’alba di oggi.

Proprio così perché Safil, sul cui corpo pare siano presenti anche segni di violenza fisica (probabilmente subiti nei giorni scorsi), potrebbe avere molte più cose da raccontare, ma questa notte ha letteralmente visto la morte in faccia ed è stato salvato dalla prontezza e dalla decisione di un consigliere comunale di Albenga.

Il trentenne ghanese, vestito con un semplice pantalone jeans, una maglia, una giacca di jeans e una giacca primaverile, mentre fuori imperversano freddo, gelo e neve, ha dormito tutta la notte non in un albergo a 4 stelle (come potrebbe pensare qualcuno) bensì all’addiaccio, su una panchina del centro storico, in piazza Torlaro.

Ma questa mattina, alle 6,45, il consigliere comunale (che ha deciso di restare anonimo), mentre si recava in un bar nelle vicinanze per fare colazione, lo ha visto. Era fermo, quasi statuario, in posizione fetale, sulla panchina. Il consigliere lo ha svegliato, facendosi capire un po’ a parole e un po’ a gesti. Lo ha portato all’interno del bar, ma Safil, che a malapena si reggeva in piedi, nonostante la grande fame, non riusciva nemmeno a stringere tra le mani una brioche, avendo le dita talmente congelate da non riuscire a muoverle.

A quel punto, il consigliere lo ha caricato sui sedili posteriori della sua auto e lo ha portato a tutta velocità all’ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga dove, come prevedibile, gli è stata diagnosticata una grave ipotermia. È stato preso in carico dal personale medico del nosocomio ingauno, che lo ha riscaldato e ha svolto tutti gli esami del caso (esami del sangue, elettrocardiogramma etc.). Fortunatamente sono state escluse gravi conseguenze. Ora il ragazzo “sta bene” e sarà dimesso intorno alle 13.

Nel frattempo, è stata contattata la Cooperativa Jobel, che gestisce diverse strutture dedicate agli immigrati sul territorio, che ha acconsentito ad ospitarlo in via temporanea nella struttura ricettiva di Campochiesa e ha inviato un interprete in ospedale per parlare con il giovane, che a stento comprende l’italiano. Safil ha fornito poche, generiche informazioni sulla sua vita e sui suoi recenti trascorsi, mentre l’interprete gli ha garantito l’interesse della Cooperativa e gli ha spiegato l’iter burocratico che dovrà seguire nei prossimi giorni per fare la richiesta di asilo (sempre che la domanda non sia stata formulata precedentemente a Napoli ed eventualmente sia stata già respinta).

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