A palazzo peloso

Ad Albenga una lezione su “Archeologia e storia della copertura vegetale”

In cattedra il prof Diego Moreno, l'iniziativa è promossa dalla Sezione Ingauna dell’Istituto di Studi Liguri

Palazzo Peloso Cepolla Albenga

Albenga. Le conferenze dedicate a “Il Centa e le sue valli”, organizzate dalla Sezione Ingauna dell’Istituto di Studi Liguri nella sua sede, palazzo Peloso Cepolla, continuano con vivo interesse di studiosi e successo di pubblico.

Dopo il quadro della botanica del bacino del Centa presentato a tutto campo sabato scorso dal prof. Carlo Montanari, oggi (sabato 24 marzo), alle ore 16,30, il prof. Diego Moreno del Laboratorio di Archeologia e Storia ambientale LASA dell’Università degli Studi di Genova parlerà su “Archeologia e storia della copertura vegetale. Alcuni siti di interesse archeologico-ambientale”.

“Dai lavori fondamentali di Massimo Quaini, recentemente scomparso, sulla storia dell’insediamento e del paesaggio agrario della Liguria, e in particolare del territorio di Albenga, nei primi anni 1970, si è registrato un profondo rinnovamento degli studi proprio per il consolidarsi di un nuovo approccio storico sviluppato all’interno alle scienze che studiano l’ecologia attuale dei sistemi e delle risorse ambientali. Per il rinnovato apporto di fonti come la palinologia (studio dei pollini nei sedimenti e nei suoli), l’antracologia (studio dei resti carboniosi) il paesaggio attuale puo’ essere – sito per sito- studiato stratigraficamente” spiegano gli organizzatori del convegno.

“Grazie all’approccio dell’ecologia storica è pensabile una vera e propria archeologia della copertura vegetale attuale. Alcune ricerche di terreno sono state avviate in diversi siti del bacino del Centa, con particolare riferimento allo spartiacque tra il sottobacino del Lerrone e il bacino del Merula. I risultati di questi lavori condotti sul terreno – in particolare sul tema dei regimi di fuoco a cui la copertura vegetale di questi versanti è stata sottoposta nel tempo – si possono confrontare con la più convenzionale documentazione geografico storica, di cui la zona di Albenga è particolarmente ricca (la toponomastica, l’iconografia e la cartografia storiche etc.) aprendo nuovi orizzonti alla ricerca locale” concludono dalla Sezione Ingauna dell’Istituto di Studi Liguri.

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