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Uno spettacolo su Rocco Chinnici inaugura la stagione al teatro “Chebello” di Cairo

Appuntamento giovedì prossimo alle ore 21:00

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Cairo Montenotte. Giovedì 15 febbraio alle ore 21.00, al Teatro “Osvaldo Chebello” di Cairo Montenotte andrà in scena lo spettacolo “Mio padre, un magistrato – Storia di Rocco Chinnici” scritto e recitato da Clara Costanzo, primo degli spettacoli fuori abbonamento della Stagione 2017/18.

“Mio padre, un magistrato” è ispirato al libro di Caterina Chinnici “E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte”, dedicato a Rocco Chinnici, giudice pioniere dell’antimafia, assassinato con una fiat 126 imbottita di tritolo.

Il lavoro nasce dall’incontro di Clara Costanzo, autrice ed interprete, con Caterina Chinnici, figlia del magistrato, in un caldo pomeriggio d’estate, in Sicilia: poche parole di intesa, sguardi di stima reciproca e il desiderio comune di narrare una vita.

Il violino di Roberto Izzo accompagna in scena Clara che, come se fosse Caterina, racconta la storia del suo papà, Rocco Chinnici: un magistrato, un eroe, un martire ma soprattutto un uomo, un marito, un padre.

Rocco Chinnici fu il primo ad affermare che per combattere la mafia bisognasse colpirla negli affari economici; fu il primo ad intuire l’unitarietà e l’interdipendenza fra tutte le famiglie mafiose e conseguentemente, l’interconnessione dei grandi delitti di mafia; fu il primo a modificare radicalmente il metodo di lavoro dei magistrati, cercando di affrontare unitariamente l’esame del fenomeno; riunì sotto la propria guida Borsellino e Falcone, istituendo così quello che, dopo la sua morte, prenderà il nome di pool antimafia, pioniere di un metodo apprezzato e ripreso anche dall’FBI; fu il primo a portare la sua testimonianza nelle scuole, a parlare direttamente ai ragazzi, convinto che educare le giovani generazioni ad una nuova coscienza, fosse l’unica arma per costruire un futuro migliore: anche per questo fu ucciso dalla prima autobomba piazzata da Cosa Nostra, il 29 luglio 1983.

La sua storia attraverso lo sguardo amorevole e addolorato della figlia, assume una forza emotiva ed una autenticità eccezionali nella quotidianità dei grandi ideali, del duro lavoro e dei gesti concreti della vita di ogni giorno.

Le note inedite del violino e del canto, danno voce struggente a quanto non è possibile esprimere a parole, evocando, con partecipe emozione, fatti storici, esistenze umane e atmosfere musicali in una variazione di linguaggi che trasfigura la biografia storica in una forma nuova.

Ricordiamo che su Rocco Chinnici, proprio da pochi giorni, è andata in onda una fiction di Rai Uno in cui la figura del magistrato è stata interpretata di Sergio Castellitto.

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