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Spaccio di eroina e cocaina a Savona, fa scena muta dal gip e resta in carcere

La polizia indagava da settembre: nei guai sono finiti due italiani ed un albanese

Savona. E’ stato convalidato il fermo di Ramazan Breshka, il trentenne albanese coinvolto in un’indagine per spaccio di droga della polizia di Savona. Lo ha deciso il gip Francesco Meloni che questa mattina lo ha interrogato, ma l’uomo ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Al termine dell’audizione, il giudice ha deciso di confermare per Breshka la misura cautelare del carcere.

Insieme allo straniero, residente a Vado, venerdì scorso erano finiti in manette anche Leo Bruzzaniti, 64 anni, di Savona, e Gianfranco Lanfranco, di 53, di Albissola Marina, che sono già stati interrogati (anche loro restano in carcere).

L’indagine della polizia era iniziata nel settembre scorso quando in Questura era arrivata una segnalazione riguardante la costante presenza di alcuni tossicodipendenti nella zona di Villapiana a Savona. A quel punto gli investigatori avevano iniziato una serie di servizi di osservazione grazie ai quali erano arrivati a sospettare che Breshka potesse essere uno spacciatore. Seguendo l’albanese, i poliziotti della squadra mobile hanno accertato che aveva frequenti contatti con Lanfranco, ma anche che, ogni tanto, i due incontravano Bruzzaniti.

L’ipotesi degli inquirenti è che Breshka e Lanfranco avessero messo in piedi un giro di spaccio e che rifornissero una ventina di tossicodipendenti di cocaina ed eroina. Tra questi ci sarebbe stato anche Bruzzaniti che però, ogni tanto, quando i pusher esaurivano lo stupefacente a loro disposizione, gli avrebbe ri-ceduto la droga precedentemente acquistata.

Quando venerdì scorso Lanfranco era andato da Bruzzaniti i poliziotti avevano deciso di far scattare un blitz che aveva permesso di sequestrare al primo 5 grammi di eroina, suddivisi in due dosi. A casa del secondo invece erano stati trovati altri 25 grammi di cocaina ed altrettanti grammi di eroina, oltre ad un bilancino di precisione. A quel punto entrambi erano stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Per quanto riguarda l’albanese, temendo che potesse allontanarsi da Vado Ligure e sospettando che fosse coinvolto nel giro di spaccio, era stato eseguito il decreto di fermo. Nella sua abitazione non era stata trovata droga, ma nella sua cantina erano stati sequestrati un bilancino e del materiale per il confezionamento delle dosi.

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