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Il rilancio economico di Savona passa da proposte condivise, al momento si vede solo il declino

"La Tribuna" di IVG ospita commenti e riflessioni degli "ex illustri" della provincia savonese: tra loro Livio Di Tullio

Nella velocità delle notizie sul web sarà sfuggita a molti la notizia riportata da IVG sulla presa di posizione di tre importanti esponenti del PD (nella foto), il presidente della Provincia e Sindaco di Vado Ligure, l’ex Sindaco di Cairo e il Capogruppo del PD in Comune a Savona. Riassumendo: i tre nel rivendicare il loro sostegno ai Candidati del PD al Parlamento, parlano di attenzione all’industria savonese e di vincolo di mandato per gli eventuali eletti ad occuparsi di quei temi. Capiamoci, non che la notizia fosse di quelle da tenere incollati allo schermo ed infatti è stata rapidamente messa da parte e non era certo rivolta ai Cittadini ma agli interna corporis del Partito.

Infatti IVG ed altri, con un po’ di malizia, parlano di “presa di posizione degli esclusi” dalle liste del PD per il Parlamento. C’è una parte di verità in questo. Non c’è dubbio infatti che tra i tre ci fossero delle ambizioni. Così come è ragionevole pensare che in quella presa di posizione ci sia anche un early warning al nuovo Segretario Provinciale del PD, un messaggio del tipo “ci hai tenuto fuori dalle decisioni ma noi ci siamo, siamo uniti e faremo i conti dopo le elezioni”. A tal proposito i tre usano parole grosse e forse inappropriate: usare l’espressione “vincolo di mandato”, che ha tutt’altro significato, pare senza senso, se non lo si legge come un avviso di natura politica. Del resto, nella geografia del PD, sono ormai a stragrande maggioranza tutti renziani, dirigenti ed iscritti e quindi appare ovvio, non avendo altri competitori interni, che le tensioni (e le competizioni) si scarichino all’interno di quella componente che si è fatta Partito in forza di un democratico percorso di congressi e primarie.

Fino a qui, quindi, nessun interesse per coloro che non appartengono al PD e non hanno una particolare attenzione per ciò che vi accade.
Però, se si vuole superare la visione indifferente, oppure maliziosa o addirittura maligna del perchè queste persone hanno preso quella posizione e si vuole partire dal concedere la buona fede fino a prova contraria, a mio parere in quel comunicato viene anche posto un problema serio che riguarda tutti i Cittadini e non solo il PD, ovvero la necessità di considerare come decisivo il rilancio economico di quella parte di Provincia, tra l’altro la più grande, che più di tutte ha patito profondamente la crisi di questi anni e che oggi non ha rappresentanza politica (e temo anche sociale, posto che anche su quel fronte non si muove nulla). In altre parole, si può guardare con sospetto a quella presa di posizione, ma non si può non riconoscere che il problema esista.

Il PD e le forze di sinistra hanno perso i due Enti più importanti del territorio, Cairo e Savona, oltre che la Regione. In Regione non c’è nessuno della zona del Savonese a parte un solo Consigliere del M5S. Il Parlamentare uscente del territorio è messo nelle liste in una posizione incerta e la sua rielezione non appare scontata. Del resto, il PD Renziano ha patito il crollo di consensi più forte proprio nelle sue zone di storico radicamento e questo non è avvenuto a caso, ma a causa della generale percezione che il PDR non sia più il Partito che rappresenta determinati interessi. A Ponente l’effetto del PDR è stato meno negativo e, anzi, in qualche realtà, ha consentito il recupero di consenso. Anche per questo c’è, per la prima volta nella storia, una rappresentanza del PD spostata a Ponente.

Questi sono problemi del PD e certamente interessano poco i Cittadini però non vorrei apparire liquidatorio nei confronti delle altre forze politiche se dico che non sento (soprattutto non vedo) da parte di altri, una determinazione nell’affrontare il tema del declino imperante in questa parte di Provincia. Non brillano per protagonismo – al momento, e speriamo sia un momento – le nuove Amministrazioni Comunali che, peraltro, non hanno difficoltà di rapporto politico con la Regione Liguria. Si può, naturalmente, per propaganda, accusarsi gli uni con gli altri. Litigare sul passato va sempre bene, tanto non lo si può cambiare. Sarebbe importante, invece, avere delle idee comuni per il futuro. Bisognerebbe avere però delle proposte possibili e realizzabili, sfruttare congiuntamente le occasioni – che ci sono e ci potrebbero essere – di rilancio economico, coinvolgere i Cittadini e restituire speranza. È un compito che riguarda le Amministrazioni locali e quella regionale, ma tutti abbiamo il dovere di richiedere quell’impegno e di parteciparvi positivamente.

Al momento non si vede nulla, se non il declino. È forse una visione pessimistica, non è vero infatti che non si muove niente. Qualcosa si muove tuttavia la sensazione generale è che dalla crisi, in questa parte della Provincia, non si riesca a uscire. Non so se basterebbe avere almeno dei rappresentanti. Certo aiuterebbe. Di sicuro aiuterebbe una forte guida istituzionale su un progetto condiviso. Dopo le elezioni politche, al di là di come voteremo, è la questione più urgente da affrontare. Combattere il declino con una proposta condivisa.

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