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A proposito di bollette e morosi

"La Tribuna" di IVG ospita commenti e riflessioni degli "ex illustri" della provincia savonese: tra loro Livio Di Tullio

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Sta facendo molto discutere e arrabbiare il pagamento delle bollette dei morosi a carico di quelli che pagano. C’è sicuramente da arrabbiarsi però è meglio capire bene di cosa stiamo parlando provando a spiegarvela facile, il che non è semplice e quindi mi scuso già per eventuali superficialità e per la lunghezza.

La nostra Bolletta per il pagamento dell’energia elettrica (così come quella del gas) è composta da quattro voci escluso conguagli e canone RAI
La prima voce è il costo della materia prima ovvero quanto noi effettivamente consumiamo di corrente elettrica (o di gas). Questa cifra viene incassata dalla Compagnia con la quale abbiamo stipulato il contratto di fornitura.

La seconda voce è la cosiddetta gestione del contatore che in realtà è il costo della rete (elettrodotti, cabine di trasformazione, contatori). Questa cifra è incassata dalla Compagnia con la quale abbiamo stipulato il contratto di fornitura MA il corrispettivo viene poi girato all’Azienda che gestisce la rete che di solito per la corrente elettrica è E-distribuzione.

La terza voce sono i cosiddetti oneri di sistema. Questa cifra è incassata dalla Compagnia con la quale abbiamo stipulato il Contratto di fornitura MA il corrispettivo viene girato allo Stato.

La quarta voce sono le imposte ovvero l’IVA e le addizionali regionali. Anche queste cifre sono incassate dalla Compagnia con la quale abbiamo stipulato il contratto MA vengono versate al Fisco.

Ora vi è chiaro perché, anche se non accendete mai la luce oppure il fornello, comunque avrete da pagare la seconda, la terza e la quarta voce.

Posto che da tempo c’è stata la liberalizzazione del settore energetico, le tradizionali Compagnie statali principali ovvero ENEL ed ENI si sono trasformate. Per esempio queste due sono divise in tre aziende. Una che si occupa della rete, l’altra che si occupa dei clienti che non hanno ancora scelto il mercato libero e restano nel cosiddetto mercato tutelato, infine l’ultima che si occupa di mercato libero. Oltre a queste ultime due, nel mercato libero, sono nate numerose altre compagnie e sono veramente tante, perfino troppe.

Concentriamoci ora sulla terza voce: gli oneri di sistema. Cosa sono? Sono quanto noi versiamo come consumatori di elettricità e gas allo Stato affinché lo Stato lo utilizzi per determinati scopi. Quali? Per esempio, parte di questi nostri soldi servono per sostenere i produttori di energie rinnovabili per le scelte che si son fatte di ridurre la produzione di energia elettrica con carbone che sì costa meno delle rinnovabili ma è inquinante. Siccome le energie rinnovabili costano più care, parte di questi soldi vengono riconosciuti alle Aziende che producono energie rinnovabili. Oppure servono per compensare i costi di energia delle Aziende che ne consumano molta, le cosiddette aziende energivore, per fare un esempio le ferrovie.

Ma proseguiamo: se una di queste nuove aziende fallisce oppure se un qualsiasi soggetto non paga la bolletta cosa succede? La prima voce se la prende nella schiena la Compagnia. La seconda l’Azienda di distribuzione (in realtà nessuno dei due perde qualcosa perché già recuperano sulle nostre bollette, anche se non si vede) la quarta il fisco e la terza?

Lo Stato nella schiena non lo prende e quindi finora obbligava le Compagnie che vendono energia elettrica a stipulare delle fideiussioni (ovvero delle assicurazioni con le banche) che garantissero che comunque i soldi incassati per oneri di sistema arrivassero comunque a destinazione anche se non venivano incassati oppure se incassati, non venissero versati. Le fideiussioni costano assai, tanto più quando devono garantire così tanti soldi. Per cui molte Compagnie hanno iniziato a sollevare presso il TAR il problema. Ovvero: se questi soldi non sono miei e riguardano scelte “politiche” e quindi non mie ma di tutti i Cittadini perché devo pagare io la fideiussione? Dopo varie sentenze si arriva al Consiglio di Stato che dice: le Compagnie hanno ragione. Non devono essere loro a pagare la fideiussione che assicura lo Stato (quindi la collettività) che quei soldi arriveranno ma coloro che beneficiano dell’aria più pulita, dell’aiuto al trasporto ferroviario ecc. ecc. che sono gli utenti e quindi questi soldi vanno recuperati nelle bollette (ovviamente il Consiglio di Stato emette una sentenza più “seria” di come ve l’ho descritta ma la sostanza è questa).

Per la verità il caso riguarda finora una particolare casistica, quella delle Compagnie private che sono andate in fallimento, quindi per ora il problema parrebbe essere il recupero di circa 200 milioni di Euro e non delle intere morosità per la parte che riguarda gli oneri di sistema. Ho visto che qualcuno parla di 35 euro a bolletta. Non so da dove venga questo dato e quindi non mi esprimo se è corretto o meno. Le Associazioni dei Consumatori si sono subito attivate per mettere in discussione un meccanismo che dopo la sentenza del Consiglio di Stato, corre però il rischio di scaricare sui consumatori una discreta quota di perdite di incassi dello Stato e per contestare la proposta dell’Autorità Garante di recuperarla sulle bollette.

Riepilogando:
1- la scelta di recuperare le morosità relative agli oneri di sistema non versati o non riscossi sugli utenti non è ancora attuata e al momento riguarda una parte degli oneri di sistema che devono ancora arrivare allo Stato.
2- occorre premere sul nuovo Parlamento, sul nuovo Governo e sull’Autorità dell’Energia per ripristinare un sistema equo di recupero delle morosità. Già oggi noi paghiamo in bolletta nella quota relativa alla materia prima, gran parte delle bollette non riscosse per la parte che va alle Compagnie
3- su un totale di 61 miliardi di Euro di fatturazione complessiva per la corrente elettrica, 6 miliardi non vengono pagati. Di questi solo 1,4 Miliardi sono a causa del mancato pagamento per usi domestici. Il resto, ben 4,6 miliardi che riguardano anche la media tensione non sono pagati dalla Pubblica Amministrazione e dalle Imprese.
4- Va attuata una seria riforma degli oneri di sistema che, nelle recenti modifiche, al posto di essere ridimensionati sono stati accentuati a favore delle imprese energivore. È inconcepibile che gli utenti finali paghino salatamente incentivi ad imprese che consumano grandi quantità di energia e alla rete ferroviaria oppure per il sostegno alle energie rinnovabili. Questi incentivi vanno pagati con la fiscalità generale e non attraverso le bollette dei consumatori.
5- vedremo quando queste quote di morosità saranno inseirte in fattura. Però fin da subito Vi dico che prima di non pagare oppure farsi una autoriduzione, è meglio che sentiate una Associazione di consumatori.
6- I morosi non sono tutti uguali. Ci sono quelli che fanno i furbi e quelli che proprio non ce la fanno più a pagare le bollette. I primi vanno perseguiti con forza, i secondi aiutati .
7- se volete risparmiare anche cifre significative su quanto pagate di gas e corrente, l’unico modo che avete è quello di tenere d’occhio i Vostri consumi e la concorrenza che le Compagnie si fanno nel mercato libero, confrontando con attenzione le offerte e non rispondendo di sì al primo che vi telefona oppure che vi fa firmare qualcosa. Se volete, su questo Vi posso dare una mano. Mi trovate il martedì pomeriggio e il venerdì mattina alla Federconsumatori presso la CGIL di Via Boito, il Lunedì pomeriggio a Cairo Montenotte e il Mercoledì ad Albenga. Prenotate l’appuntamento per telefono e portatevi dietro le ultime fatture.

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