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Da Ferrovie 250 milioni per le stazioni liguri, le minoranze di Savona: “Ma nessun investimento sulla linea per il Piemonte”

"La carenza di investimenti ed il degrado delle strutture hanno creato gravi danni all'economia dei territori, disagi ai viaggiatori e danni all'ambiente"

Savona. “Il piano industriale 2017/2016 del Gruppo Ferrovie Italiane presentato il 22 gennaio 2018 prevede, per quanto riguarda le stazioni della Liguria, 250 milioni di euro di investimento su 2,5 miliardi complessivi per 620 stazioni in tutta Italia. Ma non sono previsti finanziamenti sulla linea ferroviaria tra Savona e il Piemonte che per noi richiede un intervento urgente e prioritario”. La denuncia arriva dai consiglieri di minoranza di Savona Daniela Pongiglione (Noi per Savona), Manuel Meles (M5S) e Marco Ravera (Rete a Sinistra – Savona che vorrei).

Pongiglione Meles Ravera

“L’investimento per il biennio 2017/2019 è di 42 milioni di euro, già previsti per il 2019 altri 22 milioni – ricordano i tre esponenti delle minoranze savonesi – Saranno inaugurate nel 2018 le stazioni ferroviarie di Albenga, Genova Prà, Ovada. Nel 2019 toccherà a Genova Principe, Genova Sturla, Pietra Ligure, Taggia. Dopo il 2019 saranno completati i lavori delle stazioni di Cogoleto, Genova via di Francia, Genova Pegli, Monterosso, Rapallo, Santa Margherita- Portofino, Ventimiglia e Vernazza. Entro il 2026 saranno rinnovate 54 stazioni da Ventimiglia a Sarzana, e alcune località del basso Piemonte. Non sono previsti finanziamenti sulla linea ferroviaria tra Savona e il Piemonte”.

“Il 12 gennaio 2018 è stato firmato a Genova il nuovo contratto di servizio tra Regione Liguria e Trenitalia, che porterà entro il 2023 al totale rinnovo della flotta dei treni regionali. Il contratto 2018-2023 prevede investimenti per 557,7 milioni di euro (rinnovo parco rotabile, azioni di rinnovamento). Il nuovo contratto di servizio conferma la politica di rafforzamento del trasporto pubblico su ferro (voluta anche dall’Europa e recepita dal Governo italiano), che ha benefici reali anche in tema di sostenibilità ambientale, poiché il treno produce il 90 per cento di emissioni inquinanti in meno rispetto ai veicoli su gomma e contribuisce nettamemte a decongestionare il traffico sulle principali arterie stradali. Gli investimenti di Rete Ferroviaria Italiana si inseriscono nel quadro della ‘cura del ferro’ (sostenuta dal Governo e sollecitata dall’Europa) e nei rinnovati investimenti sulle infrastrutture del Paese. Nella nuova Legge di stabilità è stato inserito un fondo complessivo di 47 miliardi di euro, da utilizzare anche per le infrastrutture di trasporto. Il gruppo Rete Ferroviaria Italiana prevede di effettuare nei prossimi 10 anni oltre 94,5 miliardi di investimenti (73 miliardi per le infrastrutture, 14 per il materiale rotabile, 7 per lo sviluppo tecnologico). Ben 58 miliardi sono già disponibili, di cui 38 già stanziati nei contratti di programma”.

“Il 30 giugno 2017, nell’ambito del Convegno ‘La cura del ferro’ (Palazzo della Provincia), il sottosegretario Del Basso De Caro dichiara ‘fattibile il raddoppio della linea ferroviaria che da Savona porta verso Torino attraverso Cairo Montenotte. Si tratterebbe infatti di un investimento da 400 milioni di euro su cui si potrebbe trattare con Ferrovie dello Stato, perché è una linea che serve per collegare verso Nord il Porto di Savona’. In quella stessa occasione, l’ononorevole De Caro escluse la possibilità di un intervento imminente per il raddoppio tra Finale e Andora, dato l’importo necessario (1, 5 miliardi), ‘in quanto non si possono concentrare troppe risorse in una Regione dove c’è un investimento da 7,5 miliardi per il terzo valico’”.

“Dai dati sopra elencati è evidente l’assenza di investimenti previsti per la zona di Savona e in generale per la linea Savona-Torino. Negli ultimi quarant’anni non sono più arrivati finanziamenti per le infrastrutture ferroviarie. Questa carenza (e il progressivo degrado delle strutture) ha creato gravi danni alla vita economica dei territori, crea forti disagi ai viaggiatori e danneggia l’ambiente perché le merci vengono trasportate su gomma. Da almeno un decennio sono stati aboliti i treni merci. Però tutti i prodotti arrivano comunque dalla Francia, dalla Spagna, ma arrivano su camion: centinaia e centinaia di camion tutti i giorni viaggiano sulle nostre autostrade e attraversano le nostre Città, creando ingorghi, forti disagi e forte inquinamento”.

“La mancanza di infrastrutture moderne riduce la competitività del nostro territorio sul versante economico e turistico. Il Governo ha stanziato fondi destinati al rinnovo e al rafforzamento della rete ferroviaria. Anche la Regione finanzia il rinnovo dei mezzi di trasporto pubblico (da diesel a elettrico) e, in generale, l’acquisto di mezzi elettrici. E’ però necessario che tali fondi vengano richiesti dagli enti territoriali”.

“Il Comune, la Provincia e la Regione devono (con urgenza) avviare tavoli di lavoro con i Sindaci (Liguria occidentale, Valbormida, Basso Piemonte), Unione industriali, Camera di Commercio, Autorità portuale, Associazioni di categoria, Sindacati, perché vengano richiesti i finanziamenti necessari alla ripresa della vita economica del territorio savonese. I Cittadini non possono continuare ad avere una pessima qualità della vita. E quando la piattaforma Maersk inizierà l’attività, le condizioni del traffico e dell’inquinamento peggioreranno ulteriormente. Non dimentichiamo infine che Savona sta subendo il rilevante inquinamento da navi nel porto”.

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