"subs heroes"

Il documentario sugli “eroi” dei sottotitoli nella bufera, il regista andorese: “Polemica strumentale””

La sezione ligure dell'associazione degli esercenti del cinema accusa il film di Franco Dipietro di favorire la pirateria

Franco Dipietro SubsHero film Andora

Andora. Un documentario a cui è meglio “fare attenzione” perché inneggia ad un “comportamento potenzialmente dannoso per la categoria”. Non è certo un bello “spot” quello che l’Anec Liguria, l’associazione nazionale degli esercenti del cinema, insieme alla Fapav, Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, sta facendo per “Subs Heroes”, il film del regista andorese Franco Dipietro che è uscito nelle sale il 30 gennaio.

La pellicola racconta la storia della più grande community di fansubbing (i creatori dei sottotitoli di film e serie tv) al mondo, ma ora è al centro di una grossa polemica. Il motivo è da ricercare proprio nell’attività degli “eroi digitali” protagonisti del documentario che, secondo le due associazioni, favorisce la pirateria.

Per questo il presidente dell’Anec Liguria Alberto Passalacqua, ha mandato a tutte le imprese associate una mail, nella quale ha allegato la dura presa di posizione dell’Anec, per ribadire che “sottotitolare senza autorizzazione opere protette da Diritto d’Autore è un reato”.

Una presa di posizione che non è piaciuta al regista del documentario che accusa: “Ci spiace per le dichiarazioni di FAPAV (e poi riprese da ANEC Liguria) su Italiansubs non centrate sul fenomeno del fansubbing (esistono tanti altri siti oltre ad italiansubs, mai citati da FAPAV) che quindi fanno pensare, perché sembrano strumentali e fatte per bloccare il film (non ci piace parlare di censura, anche perché abbiamo avuto il sostegno del Mibact per opera di interesse culturale e abbiamo regolare visto censura)”.

“Invitiamo chi magari la pensa diversamente ad approfondire il discorso e magari organizzare una proiezione evento per parlarne insieme. Il film è fatto per confrontarsi e parlare di un fenomeno che, volente o nolente, esiste e non si può far finta che non ci sia” conclude Dipietro.

Questo invece il contenuto integrale del comunicato diffuso da Fapav:

La Community Italiansubs non valorizza le opere audiovisive! Italiansubs non aiuta a diffondere la cultura della legalità e lo sviluppo sano del mercato dell’audiovisivo! Occorre fare chiarezza: quando viene sottotitolata un’opera tutelata e non si detiene il diritto per farlo, si compie un reato. Italiansubs cosa fa? Traduce e rende disponibili i sottotitoli di opere audiovisive (film e serie televisive) in molti casi non ancora distribuite sul mercato italiano. Tutto questo senza aver chiesto il consenso ai titolari dei diritti.

Ergo la Community Italiansubs è illegale. Questo è quanto afferma Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale della FAPAV – la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali – che aggiunge “quanto realizzato da questa community viola la legge in quanto non in possesso del consenso per realizzare la traduzione in lingua italiana dei relativi dialoghi dei contenuti audiovisivi, generando un danno alle imprese che hanno investito in quel determinato prodotto e alterando il mercato stesso”.

È evidente, quindi, che allo sfruttamento dell’opera sulla rete senza le necessarie licenze si aggiunge l’incentivo di fare godere tale opera al pubblico, munita dei sottotitoli offerti gratuitamente. Ma non basta: chi può disporre in anticipo della visione del film o della serie tv e della lettura degli inerenti sottotitoli, genera un ulteriore danno ai licenziatari italiani dei diritti su tali opere, i quali debbono provvedere a proprio onere e spese al loro doppiaggio in lingua italiana. Al contempo, esse sono costrette anche a ridurre i propri budget destinati al doppiaggio con conseguenze dirette anche sull’occupazione dei doppiatori.

“Il mercato dell’audiovisivo oggi ha bisogno di essere sostenuto – conclude Bagnoli Rossi – la tutela e il contrasto ai comportamenti illeciti risultano fondamentali tanto quanto investimenti e idee creative. Tutti devono fare la propria parte, nel rispetto delle regole e con una visione culturale competitiva e globale. Non ci sono “supereroi” o nobili fini dietro la pirateria, ma solo grandi danni per il settore audiovisivo e tutti i suoi lavoratori”.

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