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Concessioni balneari, Mulè: “Berlusconi al nostro fianco contro la direttiva Bolkestein”

Mulè è candidato alla camera dei deputati nel collegio uninominale Sanremo - Imperia e capolista di Forza Italia nel plurinominale Liguria 1

“Sono felice che il Presidente Silvio Berlusconi abbia sottolineato con grande evidenza oggi davanti al consiglio generale di Confcommercio uno degli impegni fondamentali che ho assunto con il Ponente Ligure e che avevamo discusso insieme in un nostro recente confronto sulle priorità per la regione”. Lo dichiara in una nota Giorgio Mulè, candidato alla camera dei deputati nel collegio uninominale Sanremo – Imperia e capolista di Forza Italia nel plurinominale Liguria 1.

“Il Presidente Berlusconi – continua Mulè – ha infatti dichiarato: ‘La direttiva Bolkestein è il classico esempio di come l’Europa proceda sulla base di principi astratti, senza tenere conto delle realtà concrete. La Bolkestein è un esempio del tipo di Europa che vogliamo cambiare. Quale gestore di stabilimenti balneari farà più investimenti se la sua concessione può venire revocata da un giorno all’altro a favore di un concorrente straniero, meno qualificato, ma capace di offrire in una gara condizioni economiche migliori?’. Le parole, l’attenzione e l’impegno del Presidente Berlusconi sono la migliore assicurazione che il voto a Forza Italia il 4 marzo sarà un formidabile scudo a difesa di un pilastro fondamentale dell’economia ligure”.

“Non può esserci cittadinanza nel nostro Paese – aggiunge Mulè – per la direttiva Bolkestein perché mortifica un’intera filiera produttiva: dagli imprenditori del settore balneare e fino agli ambulanti, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Il governo di centrodestra, al quale gli italiani daranno la maggioranza con il voto del 4 marzo, farà ciò che gli esecutivi di centrosinistra non hanno mai voluto fare: aprire immediatamente un confronto con la Commissione europea per “sterilizzare” gli effetti perversi della direttiva con l’estensione immediata della durata delle attuali concessioni demaniali per finalità turistico e ricreative per almeno trent’anni”.

“È quanto è già successo in Spagna, Portogallo e Croazia – conclude Mulè- ed è quanto sarebbe dovuto accadere anche in Italia se solo ci fosse stato un governo dalla parte degli italiani”.

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