Lunghi applausi

Cengio, “Echi del mal sottile” apre la stagione lirica a Palazzo Rosso

Lo spettacolo era incentrato sul tema della piaga della tubercolosi

Cengio. La stagione 2018 di Cengio in Lirica ha preso avvio sabato scorso con lo spettacolo “Echi del mal sottile”: ed è stato un rinnovato successo. Commozione e prolungati applausi a fine recita sono stati la risposta gratificante (per chi ha organizzato lo spettacolo e per i cantanti che lo hanno interpretato) ad una proposta artistica il cui connubio tra musica, canto e medicina ha costituito il file rouge.

La piaga della tubercolosi è infatti motivo di morte per le giovani eroine in Traviata di Verdi, Bohème di Puccini e Manon di Massenet, i cui finali d’opera sono stati messi in scena a Palazzo Rosso. Ma la TBC non è soltanto occasione letteraria di narrazioni strappalacrime tra fine Ottocento e inizio Novecento: lo hanno spiegato bene, ad inizio spettacolo, il dott. Marco Anselmo, direttore della Struttura complessa Malattie infettive all’Ospedale San Paolo di Savona, e il dott. Giorgio Besozzi, presidente dell’associazione onlus StopTB, precisando quanto la tubercolosi persista ancora oggi come emergenza sanitaria, seppur sia poco conosciuta. In Italia la malattia non è più endemica, ma colpisce ancora 5.000 persone all’anno, specie nelle fasce più deboli della popolazione. Il team di Stop TB si affianca dal 2004 alle proposte artistiche in percorsi culturali mirati, proprio al fine di informare e sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica su questo tema sanitario e sociale.

“Arte e sensibilità ad un problema medico, la tubercolosi, mai scomparsa, hanno dato lustro ad una serata veramente indimenticabile”, commenta il dott. Anselmo all’indomani dello spettacolo. Entusiastiche altre voci tra il pubblico presente: “Lo spettacolo di ieri sera è stato per me ricco di suggestione, grazie alla magistrale interpretazione di tutti (ma proprio tutti) coloro che lo hanno realizzato. Con eventi come questo, che danno lustro al paese, il nome di Cengio viene conosciuto fuori dalla Valbormida non solo per cose negative” dice Noemi De Michelis di Cengio.

“Senza esagerare posso dire che, nell’intimità del nostro piccolo ma prezioso teatro, ho provato appieno l’emozione che mi ha commossa nei più grandi teatri d’Europa. Di altissimo livello l’interpretazione dei cantanti (i tenori Mauro Pagano e Fausto Oberto, il baritono Giorgio Valerio, il basso Emil Abdullaiev, i soprano Stefania Stigliano e Claudia Muntean, ndr) insuperabile il Maestro (Massimo De Stefano, ndr)” ammette col cuore Slaveja Slavtcheca, anch’essa di Cengio; Erika Zunino, studentessa del Liceo e residente a Carcare, con l’entusiasmo della sua giovane età usa toni quasi promozionali e sicuramente ben accolti: “La stagione di Cengio in Lirica è cominciata questo sabato in maniera fenomenale! Invito tutte le persone a riempire il teatro di Palazzo Rosso e a deliziarsi delle proposte di cultura che può offrire. Per quanto Cengio sia un piccolo paese, è capace di lavorare in grande!”.

Le fanno eco le parole di Elisa Bocchio di Carcare e di Aurora Germano, sue compagne di scuola: “Per noi assistere per la prima volta ad uno spettacolo lirico è stata un’esperienza interessante. Abbiamo seguito le vicende senza difficoltà; inoltre, sentire cantare dal vivo, nel piccolo teatro di Palazzo Rosso, è stato davvero coinvolgente. I cantanti si sono impegnati in un’esibizione brillante e di sicuro faticosa, senza però renderlo visibile. Per tutto il tempo il pianista ha saputo accompagnare i cantanti e suonare gli intermezzi, dimostrando un impegno e un talento incredibili”.

Sincero appassionato e conoscitore del canto lirico, Andrea Piccardi, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Cairo Montenotte, aggiunge: “Il bellissimo spettacolo di ieri sera ha dimostrato una volta di più che, grazie al crescente impegno di Cengio in Lirica e di altre associazioni, la Valle Bormida sta diventando un vivaio di proposte culturali di altissima qualità e di forte richiamo per un pubblico sempre più numeroso”.

Mario Manfredi di Mondovì: “Ho trovato assai efficace l’idea di optare per i momenti clou di tre note opere liriche in cui il dramma umano viene rappresentato con sfumature e modalità diverse, ma sempre ad alto impatto emotivo, con la protagonista che si ammala e muore vittima del mal sottile. Ebbene, tutti gli interpreti sono riusciti a cogliere il senso del dramma e a rappresentarlo con misura e proprietà di linguaggio scenico e musicale, senza gli eccessi retorici che sono sempre in agguato nella lettura del melodramma. Quindi, bravissimi! Con menzione speciale per le doti tecniche e di resistenza del pianista, che ha assecondato molto bene le voci senza dare il minimo segno di affaticamento, oltre all’esecuzione degli stacchi dedicati a Chopin, altra illustre vittima della tubercolosi”.

Giuseppe Acquaviva di Milano era seduto in prima fila sabato sera nel teatro di Palazzo Rosso di Cengio: “Mi ritrovo tra gli spettatori di uno spettacolo dal titolo particolare, ‘Echi del mal sottile’. Pieno di scetticismo mi preparo a seguire questa rappresentazione. Alla fine, mi rendo conto che il tempo è passato, solo guardando l’orologio, attratto completamente dal bellissimo spettacolo. Un’ora e mezza piacevolissima. Bravi tutti gli artisti, dal pianista accompagnatore ai cantanti. Pregevole la scelta dei tre finali e i collegamenti effettuati dalla regia”.

Scaldati nell’animo dagli applausi e da queste parole, gli organizzatori degli eventi in Palazzo Rosso sono pronti per il prossimo appuntamento, invitando fin d’ora chi ci legge a partecipare: sabato 17 febbraio concerto jazz “Du cotè de l’art”, in ricordo dell’attentato del 2014 sul lungomare di Nizza. Sul palco Alessandro Vezzoso, trombettista di fama mondiale, e il pianista jazz Alessandro Collina, altrettanto noto a livello internazionale; testi letterari a cura del prof. Giannino Balbis.

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