Precisazioni

Area di crisi complessa, il Pd rasserena gli animi: “Ancora tante cose da fare, serve il contributo di tutti”

Il Pd interviene nuovamente nella querelle con l'amministrazione regionale a proposito dei fondi relativi all'area di crisi complessa

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Provincia. “Abbiamo preferito prendere il tempo necessario che si meritano tutte le questioni serie e importanti, senza voler lanciare gli argomenti in pasto alla polemica giornalistica. Però è giusto fare chiarezza in merito alle recenti dichiarazioni sul tema dell’area di crisi industriale complessa, che non deve diventare elemento di scontro politico ma solo comune soddisfazione per un risultato ottenuto per il bene del territorio che amministriamo”. Inizia così la nota con cui la segreteria provinciale del Pd interviene nuovamente nella querelle con l’amministrazione regionale a proposito dei fondi relativi all’area di crisi complessa.

Dopo il primo botta e risposta con il governatore Giovanni Toti e l’assessore Edoardo Rixi, ecco la replica dei Dem savonesi: “L’area di crisi industriale complessa è stata riconosciuta al territorio savonese. È uno strumento che adesso abbiamo, che vale 20 milioni di euro dal governo (tanti), che servirà per tutti i progetti di riconversione e riqualificazione industriale del nostro territorio. Significano nuovi insediamenti produttivi, nuove aziende, nuovi posti di lavoro: ossigeno e ricchezza per la nostra provincia. Perché quei soldi serviranno a produrre nuovo lavoro attraverso il rilancio degli investimenti imprenditoriali. Questa è la cosa più importante. Perché tocca direttamente la pelle delle persone. Ciò detto, la verità dei fatti, di come le cose siano effettivamente andate, è altrettanto importante. Dobbiamo impegnarci tutti a tenere questi temi fuori dall’agone elettorale. Dobbiamo avere il massimo rispetto, sempre, per la verità dei fatti. Su quella si costruisce parte dell’identità della nostra comunità nazionale e il rispetto per le Istituzioni di cui nessuno è proprietario”.

“Per chi ha voglia di approfondire: vediamo di cosa stiamo effettivamente parlando. L’area di crisi industriale complessa è uno strumento di sostegno e rilancio dei territori in capo al ministero dello sviluppo economico. Sono aree che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale. Era il 15 giugno 2016 quando in assemblea dei sindaci la presidente della Provincia Giuliano ha portato per la prima volta l’atto di indirizzo che avrebbe condotto al risultato che oggi tutti possiamo applaudire: si tratta di una precisa volontà politica. Questo è un elemento inconfutabile: la volontà dell’azione parte dagli amministratori locali e risponde a una precisa sollecitazione dei sindacati dei lavoratori”.

“Dice il testo del decreto ministeriale del 31 gennaio 2008, che norma l’iter per il riconoscimento da parte del ministero di area di crisi: ‘La regione o le regioni interessate, mediante deliberazione della giunta regionale, presentano al ministero dello sviluppo economico una istanza di riconoscimento di situazione di crisi industriale complessa’. È pertanto fuori di dubbio che la richiesta, anche per Savona, venisse inoltrata dalla Regione Liguria, indipendentemente da chi in quel momento ne fosse al governo. Lo prevede la legge”.

“La delibera della giunta regionale per la presentazione dell’istanza è del 5 settembre 2016. Pochi ci credevano. Ma il 21 settembre 2016 è arrivato il tanto atteso riconoscimento. Due settimane soltanto. Quando è stata inoltrata formale richiesta il grosso del lavoro era già fatto anche grazie all’impegno costante, pressante, alcune volte insistente dei parlamentari Pd Vazio e Giacobbe sul ministero. Contestualmente alla richiesta, anche in questo caso su precisa volontà politica dei soggetti savonesi, è nato il comitato di coordinamento locale, che ha permesso di condividere il cammino e i passaggi successivi con i sindacati, l’Autorità di Sistema, la Regione, le associazioni di categoria e i Comuni. L’8 febbraio 2017 è stato costituito invece il gruppo di coordinamento e controllo che, come sancito dal medesimo decreto, prevede la presenza al tavolo di vari rappresentanti: ministeri, regione, provincia, autorità portuale. Il verbale è sul sito del ministero dello sviluppo economico”.

“È bene che adesso la Regione si senta del tutto coinvolta perché ci sono ancora tante cose da fare e serve il contributo di tutti”, concludono i Dem di Savona.

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