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Incendio Fg Riciclaggi, Lambertini e Giampedrone: “Situazione meno critica del previsto” fotogallery video

Il sindaco e l'assessore regionale hanno fatto il punto sulle possibili ricadute ambientali a meno di 24 ore dal rogo

Cairo Montenotte. Una situazione molto meno critica di quanto non sembrasse inizialmente. Così il sindaco di Cairo Montenotte, Paolo Lambertini, e l’assessore regionale all’ambiente Giacomo Giampedrone sintetizzano le conseguenze del drammatico incendio divampato la notte scorsa all’interno dell’area di Fg Riciclaggi a Bragno.

Incendio alla Fg Riciclaggi

Mentre i vigili del fuoco proseguono con le operazioni di bonifica della massa di rifiuti da cui si sono originate le fiamme, il primo cittadino e l’assessore hanno deciso di indire una conferenza stampa per fare il punto sulle possibili ricadute ambientali a meno di 24 ore dal rogo.

“Innanzitutto – ha detto Lambertini – ringrazio l’assessore Giacomo Giampedrone per essere qui e per averci dato supporto anche nelle ore notturne, in occasione di questo evento. Qui con noi ci sono i vertici di Arpal e dell’Asl2 savonese coi quali faremo il punto della situazione. Ancora non possiamo tirare un definitivo sospiro di sollievo, ma certamente le conseguenze sono assai diverse rispetto a quelle che si temevano questa notte. Questo, lo dico e lo ribadisco, grazie all’intervento tempestivo di quanti si sono adoperati in questa emergenza ed in particolar modo dei vigili del fuoco giunti da ogni parte della nostra regione. Hanno portato a termine questo intervento così importante in maniera davvero molto professionale”.

“Mi unisco ai ringraziamenti del sindaco verso quanti sono intervenuti tempestivamente – ha detto Giampedrone – Per fortuna la situazione è ora meno grave di quanto non sembrasse inizialmente. Un po’ per la rapidità di intervento e un po’ perché il tempo ci sta aiutando rispetto alle ricadute a terra di polveri o altre sostanze nocive. In queste ore abbiamo proceduto effettuando campionamenti di aria, che era la prima preoccupazione del sindaco. Finora non abbiamo riscontrato alcun valore oltre i limiti di legge. Le centraline sono tutte funzionanti. Questo è il primo dei dati ufficiali che possiamo dare oggi e che ci consente di rassicurare i cittadini circa la qualità dell’aria”.

Insomma, lentamente le coste stanno “tornando alla normalità, il consiglio è di mantenere la precauzione cautelativa di non sostare permanentemente entro i 150 metri dallo stabilimento. Da parte nostra, abbiamo dato al sindaco Lambertini tutto il supporto possibile. Chi è sindaco al primo mandato sa quanto siano grandi le responsabilità dei sindaci ma finché non c’è una situazione come quella di ieri sera non si percepisce quali problemi debbano affrontare sui loro territorio”.

Ora sul territorio sono presenti quattro postazioni fisse (Bragno, Mazzucca, Bivio Farina e Carcare), oltre ad una mobile a Ferrania che era in zona per un’attività programmata: nessuna di queste ha registrato picchi delle sostanze inquinanti monitorate ai fini della qualità dell’aria. Per i prossimi sei giorni si provvederà al campionamento più intenso della zona attigua allo stabilimento.

Il direttore generale di Arpal Carlo Emanuele Pepe ed il direttore scientifico Stefano Maggiolo sono scesi nel dettaglio dal punto di vista scientifico: “In queste ore abbiamo messo in atto tutte le attività di verifica e di controllo tramite le nostre centraline presenti sul territorio, che hanno continuato a monitorare i dati nella maniera più corretta. In questo periodo nella stessa zona un mezzo mobile sta effettuando un’attività di monitoraggio programmata da tempo, perciò abbiamo potuto contare anche sui dati rilevati da questo mezzo. In queste ore abbiamo elaborato una serie di modelli per capire dove fossero dirette le emissioni. Ciò ci ha consentito di fotografare la zona e di capire le ricadute in riferimento alla proiezione in altezza nell’atmosfera del pennacchio prodotto dall’incendio”.

Come precisato da Giampedrone, le analisi non hanno rilevato alcuna criticità, anzi: “Nei giorni antecedenti all’evento, alcuni dati erano perfino peggiori rispetto alla situazione attuale”.

“Ora stiamo procedendo coi campionamenti di acqua, di aria e di suolo – hanno proseguito i due esperti di Arpal – per la ricerca di diossine. Trattandosi di incendio di materie plastiche e gomme non ne escludiamo la presenza, ma dobbiamo verificarne l’entità. Per quanto riguarda l’aria, domani mattina dovremmo avere i primi tre filtri. Dando priorità a queste analisi, per venerdì dovremmo avere i dati. Per quanto riguarda l’acqua ci vorrà qualche giorno i più perché c’è un problema di tipo analitico di estrazione della diossina. Per il terreno ci vorranno un paio di settimane. In generale, però, abbiamo ritenuto una ricaduta in un raggio compreso tra i 3 ed i 6 chilometri: questa è l’area di massimo interesse”.

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