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Elezioni politiche, Pd ligure in missione a Roma per risolvere il sudoku delle candidature

Da Anna Giacobbe a Franco Vazio, passando per gli aspiranti Raffaella Paita e Sergio Rossetti: il Pd alle prese con il toto-candidature

Liguria. Il Pd alle prese con il rebus elezioni e candidati, in particolare nei collegi uninominali in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo. A Roma, in queste ore, è presente una delegazione ligure e savonese del partito Democratico impegnata proprio a sciogliere la matassa delle candidature.

In Liguria, intanto, si dovrà fare i conti con una riduzione drastica dei posti da parlamentare. Nel 2013 alla Camera erano stati eletti 9 politici del Pd (uno, Luca Pastorino, è poi passato a Possibile) e uno di Sel. Al Senato 5 esponenti del Pd. Per un totale di 15 rappresentanti del centrosinistra. Quest’anno, se si analizzano i trend delle ultime elezioni locali e i sondaggi svolti a livello nazionale, le previsioni degli addetti ai lavori nei vari partiti e movimenti di centrosinistra sono da crepacuore. Si parla di 3 o 4 “fortunati” con il proporzionale tra Camera e Senato, per il Pd. Difficile, se non quasi impossibile, che la sinistra alternativa, rappresentata da Liberi e Uguali e Potere al Popolo, possa piazzare almeno un nome tra Montecitorio e palazzo Madama.

Ma i partiti sono al lavoro. Liberi e Uguali, la formazione che ha come leader di riferimento Pietro Grasso e che in questa domenica si è riunita a Roma, domani in conferenza stampa presenterà l’assemblea del giorno successivo, martedì, durante la quale potrebbero già essere resi noti i nomi dei candidati e le linee programmatiche. Non si prevede un grande scontro tra chi comparirà nelle liste dei candidati per la quota proporzionale, mentre sarà da vedere se e come i parlamentari uscenti Luca Pastorino e Stefano Quaranta saranno indicati come nomi per la quota maggioritaria e in quale dei collegi della Liguria.

Il percorso di #Potere Al Popolo, altra formazione di sinistra che riunisce parte di Rifondazione Comunista e altri soggetti, dopo la prima assemblea genovese alla quale hanno partecipato 250 persone, e le riunioni di diverse commissioni, ha già pronto un programma di massima.

Mercoledì 10 gennaio alle 17 e 30 alla sala Cap di Genova di via Albertazzi seconda assemblea pubblica durante la quale si deciderà l’organizzazione della campagna di raccolta firme e altre iniziative e la proposta e scelta dei candidati delle liste elettorali.

Per il Pd i giochi sono più complicati e il percorso più lungo. Mercoledì il segretario regionale Vito Vattuone incontrerà a Roma Matteo Renzi e lo staff nazionale per capire quale sarà il ruolo della Liguria, quali criteri seguire e se esponenti del Pd di altre regioni potrebbero essere “riprotetti” sui collegi liguri. In base alle indicazioni, i vertici del Partito Democratico, nei giorni successivi, incontreranno gli organismi locali.

In Liguria ci sono diverse questioni critiche, oltre a quella della probabile decimazione dei posti disponibili a Roma (fattore che costituisce peraltro anche un grattacapo economico non da poco visto che i deputati e senatori versano parte degli emolumenti nelle casse del partito sul territorio), la spartizione dei posti tra chi è già parlamentare e vuole ricandidarsi.

Per Roberta Pinotti e Andrea Orlando non si è esclude, appunto, una riprotezione su altre regioni. Ci sono poi da fare quadrare i conti con gli uscenti che vogliono ritentare: Lorenzo Basso, il veterano Mario Tullo, la sindacalista Anna Giacobbe, l’ex vicesindaco di Albenga Franco Vazio, lo spezzino Massimo Caleo (che dovrà vedersela con il sindaco di Sarzana Alessio Cavarra) e lo stesso segretario regionale Vattuone. Vogliono partecipare alla corsa, e lo si è capito da tempo, i consiglieri regionali Raffaella Paita e Pippo Rossetti, e Marina Costa, ex Pci, moglie del consigliere Valter Ferrando e già responsabile Welfare per il Pd locale.

Posto per tutti gli aspiranti parlamentari liguri del Pd non c’è, tenendo conto che i collegi saranno tutti complicati da vincere, con possibilità – per esempio alla Camera – su Genova ponente e La Spezia, già meno su Genova centro e Valbisagno e Savona. Al Senato, ancora meno certezze. Anche per questo il partito ha di fatto già iniziato a organizzarsi per la campagna elettorale.

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