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Duecento chili di vasi di rame rubati nel cimitero di Erli: resta in carcere

Secondo i carabinieri l'uomo è responsabile anche di un furto analogo avvenuto nel campo santo di Borghetto lo scorso dicembre

Borghetto Santo Spirito. E’ stato processato per direttissima questa mattina Cosimo Cricelli, il trentatreenne arrestato martedì notte con l’accusa di aver rubato duecento chili di vasellame di rame e piombo nel cimitero di Erli. Il giudice ha convalidato il suo arresto e, come richiesto dal pm, ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere.

Vista la richiesta di termini a difesa del suo legale, l’avvocato Alfonso Ferrara (che sostituiva il collega Massimo Pattoneri), il processo è stato rinviato al prossimo 25 gennaio quando Cricelli dovrebbe chiedere di essere giudicato con il rito abbreviato.

Ad arrestarlo erano stati i carabinieri della Stazione di Borghetto che sull’Alfa 147 guidata dall’uomo avevano trovato i vasi appena rubati. Secondo i carabinieri, che da settimane stavano indagando su un episodio analogo avvenuto nel campo santo di Borghetto, non ci sono dubbi sul fatto che l’uomo sia il responsabile di entrambi i furti (questa mattina infatti l’imputato non si è opposto alla contestazione suppletiva anche del primo colpo che, secondo gli investigatori, potrebbe non aver commesso da solo).

Il blitz che ha portato all’arresto di Cricelli era scattato dopo una serie di pedinamenti e appostamenti notturni iniziati proprio dopo il primo furto, risalente al 18 dicembre, quando dal cimitero di Borghetto erano spariti circa 60 chili di vasi in rame.

Alla fine, la pazienza dei carabinieri era stata premiata: l’altra notte, lungo la strada che da Erli conduce a Balestrino, avano fermato appunto l’Alfa 147 guidata da Cricelli. Dopo una perquisizione, nel bagagliaio, erano stati trovati i 200 chili di vasellame di rame e piombo, appena rubati dal cimitero. Il conducente della vettura, che tra l’altro guidava senza patente, era stato quindi arrestato e portato nelle camere di sicurezza della caserma di Albenga in attesa del processo per direttisima.

La refurtiva era stata recuperata e restituita al custode del cimitero. Le indagini, comunque, proseguono per capire se l’uomo sia responsabile anche di altri furti analoghi in provincia. “Il mercato del rame rubato è molto florido, in virtù della crescente richiesta del prezioso metallo che nella quotazione odierna è di 6 euro a chilogrammo” spiegano dalla compagnia dei carabinieri di Albenga.

Il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Giancarlo Canepa, aveva poi rivolto un ringraziamento ai carabinieri che hanno portato a termine l’operazione: “Vorrei ringraziare il comandante Milano e tutti i componenti della stazione dei carabinieri di Borghetto per l’ennesima brillante operazione che ha permesso di assicurare alla giustizia il responsabile dei furti e dei danneggiamenti commessi presso il nostro cimitero Rive. Spero che venga comminata la giusta pena a colui che è stato in grado di compiere atti così vili e meschini in un luogo dove dovrebbe regnare il rispetto e la preghiera per i nostri cari defunti. Grazie di cuore”.

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