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Crac Nucera, slitta a febbraio la decisione sul rinvio a giudizio

Nel maxi procedimento sono coinvolti l'imprenditore latitante ad Abu Dhabi ed altre 26 persone

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Savona. Slitta ancora la conclusione dell’udienza preliminare relativa alla vicenda del crac Nucera. Stamattina davanti al gup Maurizio Picozzi sono state formalizzate tre richieste di riti alternativi (due abbreviati e un patteggiamento) ed è iniziata la discussione, ma il pronunciamento del giudice è stato rinviato al prossimo febbraio.

A giudizio, oltre all’ex re del mattone Andrea Nucera, ci sono altre 26 persone tra cui la sua compagna Simona Musso (anche lei latitante negli Emirati), ma anche banchieri (compreso Giovanni Berneschi, ex patron di Carige), commercialisti, periti di istituti bancari e quelli che secondo l’accusa erano prestanome dello stesso Nucera. A chiedere il giudizio abbreviato sono stati Domenico Palazzolo e Iris Dagnino, periti incaricati di asseverare il valore del ramo d’azienda Geo, difesi dall’avvocato Fausto Mazzitelli, mentre il patteggiamento è stato chiesto da Roberto Di Cursi (considerato dalla Procura un collaboratore di Nucera).

Per quanto riguarda le richieste del pm Ubaldo Pelosi, oltre a quelle di rinvio a giudizio, ne ha formalizzate anche alcune di non luogo a procedere per prescrizione per alcuni dei capi d’imputazione contestati e relativi ad alcuni reati tributari.

Nella precedente udienza, invece, il gup aveva respinto l’eccezione di nullità del decreto di latitanza presentata dai difensori dell’imprenditore Andrea Nucera, oggi latitante ad Abu Dhabi. Il gup aveva infatti ritenuto che la Procura avesse agito correttamente emettendo il decreto di latitanza per Nucera e la sua compagna e, di conseguenza, che l’avviso di conclusione delle indagini preliminari fosse da considerarsi valido.

A Nucera, che è difeso da Franco Coppi, il principe dei penalisti italiani, il pubblico ministero contesta i reati di bancarotta fraudolenta, ricorso abusivo al credito e vari reati fiscali. Gli inquirenti avevano indagato su una ventina di fallimenti di società costituite da Nucera dalla fine degli anni ‘90 dopo la creazione della Geo. Utilizzando società estere (di diritto e off shore), secondo il pm Pelosi, Andrea Nucera sarebbe riuscito a portare all’estero ingenti capitali. La tesi della Procura è che più che un imprenditore edile Nucera fosse specializzato nell’acquistare operazioni immobiliari in itinere e portarle a termine ottenendo finanziamenti dalle banche con perizie sovrastimate.

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