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Condanna del sindaco di Alassio per ordinanza anti-migranti, Arci: “Si chiude brutta pagina per le istituzioni”

Il presidente di Arci Liguria Walter Massa: "Ha prevalso il diritto"

Liguria. Non si fermano le reazioni alla sentenza di condanna nei confronti del sindaco di Alassio Enzo Canepa per l’ordinanza “anti migranti”, emanata dal primo cittadino alassino e giudicata discriminatoria, con il il giudice che ha ritenuto di non applicare una pena detentiva ma una sanzione pecuniaria.

A stretto giro erano arrivati commenti di solidarietà al sindaco, in seguito la soddisfazione per la sentenza espressa dal “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”, ora la posizione dell’Arci Liguria che non risparmia “bordate” al sindaco alassino per l’ordinanza che aveva a suo tempo scatenato polemiche anche a livello nazionale.

“Con la sanzione al sindaco di Alassio Enzo Canepa si chiude una vicenda iniziata nel 2015 con l’emissione di una ordinanza da parte del primo cittadino che fin da subito, con altre associazioni e con diversi avvocati, avevamo contestato in quanto discriminatoria nei confronti dei migranti e che già il Tribunale Civile di Genova aveva poi annullato” dichiarano Walter Massa, presidente di Arci Liguria e il presidente provinciale di Arci Alessio Artico.

“Si trattava di un atto con evidenti finalità politiche basato sulla presunta tutela della salute pubblica – si vietava infatti l’ingresso nel Comune a migranti sprovvisti di certificato sanitario – ma in realtà senza concrete motivazioni che lo suffragassero. Per questo, in primis, era stato segnalato anche all’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri)”.

“Si chiude così una brutta pagina, al tempo stesso grottesca e discriminatoria, in cui le ragioni, nel merito e nel metodo, sono sempre state da una parte sola. Quella del diritto. A quello infatti – concludono Massa e Artico – ci siamo sempre appellati come associazione e continueremo a farlo”.

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