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Cna Liguria e Università di Genova insieme per la crescita delle competenze nell’ambito dell’offerta turistica esperienziale

Paola Freccero, presidente territoriale Cna Savona, ha aperto i lavori della presentazione del laboratorio

Savona. I prodotti agroalimentari sono parte del patrimonio culturale di un territorio e delle comunità che li realizzano. Non a caso la dieta mediterranea prima (2010) e recentemente l’arte del pizzaiuolo napoletano sono entrati a far parte della lista del patrimonio immateriale dell’Unesco. Inoltre, l’Italia conta 295 prodotti iscritti nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite e più di 400 vini Dop. L’Italia è anche il paese dei borghi e dei piccoli comuni che presidiano il territorio e valorizzano, con la produzione delle eccellenze agroalimentari, l’identità ed il saper fare che rende attrattiva una destinazione turistica.

Paola Freccero, presidente territoriale Cna Savona ha aperto i lavori della presentazione del laboratorio ricordando che: “La Liguria per conformazione, tradizione e tipicità è il contesto ideale per promuovere pratiche che, all’insegna della sostenibilità ambientale, siano in grado di generare e promuovere sviluppo economico endemico: si tratta di mettere a sistema e/o far emergere risorse ed asset spesso dormienti, per essere tradotti in offerta di accoglienza turistica”.

“Per fare ciò occorrono professionalità e un approccio scientifico accanto al saper fare degli artigiani e delle micro imprese della trasformazione, per questo è importante il contributo che risorse umane giovani e formate in modo specializzato sul tema possano inserirsi nel mondo produttivo, per stimolarlo ed accompagnarlo nel percorso di valorizzazione dei prodotti della tradizione e locali nell’offerta turistica esperienziale”, ha concluso Freccero.

Il “Laboratorio di Itinerari turistico artigianali in Liguria” previsto dalla Convenzione stipulata da Cna Liguria con il Dipartimento di Economia dell’Università di Genova per la realizzazione di progetti di ricerca-formazione e la promozione di accordi-quadro sui tirocini nell’ambito del Corso di Laurea in Scienze del Turismo: Impresa, Cultura e Territorio, attivo presso il Polo Universitario di Imperia, sottolinea il professor Andrea Zanini, coordinatore del corso, “è un’esperienza che intendiamo proseguire dopo il riscontro molto positivo della prima edizione. è la prova che attività didattiche innovative e concrete, progettate congiuntamente tra Università e mondo delle imprese, sono un mezzo efficace per avvicinare i giovani al mondo del lavoro. In particolare gli studenti di Scienze del turismo hanno l’opportunità di entrare in contatto con contesti operativi del settore del turismo e della promozione del territorio, a partire proprio dalle sue eccellenze, tra cui, appunto, quelle agroalimentari”.

Ventiquattro ore (3 CFU riconosciuti) riservate a un massimo di 20 studenti del II e III anno, che esploreranno con Luisa Puppo e Umberto Curti, docenti responsabili del laboratorio, gli intrecci artigianato – agroalimentare tipico – internazionalizzazione –  turismo esperienziale attraverso casi studio e linee guida per la costruzione/promozione di itinerari turistico -artigianali, sul modello di turismo esperienziale che i docenti stanno già elaborando con Cna Liguria.

“Il turismo esperienziale sempre di più investe proficuamente i settori dell’artigianato, delle produzioni tipiche, dell’agroalimentare di qualità, – hanno aggiunto Puppo e Curti, docenti responsabili del Laboratorio didattico. – Ma richiede una progettazione specifica e un’attitudine spiccata da parte delle imprese anche verso il web e i social media (non si dimentichi che dal 2016 le pagine web visualizzate su device mobili hanno superato quelle sui pc). La II edizione del laboratorio approfondirà specificamente i temi del pane e della pasta artigianali liguri, perché dalla tutela e valorizzazione della mediterraneità (così salubre e gustosa anche a tavola) originano anche le possibilità di successo in direzione di quei turismi che chiedono autenticità, tradizioni, prodotti tipici. Focalizzeremo inoltre le attese e le richieste dei cosiddetti millennials, il target dei consumatori di domani, che, fra l’altro, hanno un’età media indicativamente poco superiore a quella degli studenti che frequenteranno le lezioni”.

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