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Autonomia Liguria, M5S e Pd divisi sul no al referendum: “Schiaffo ai cittadini”, “No, era una spesa inutile”

Per il pentastellato Tosi "sono stati traditi i liguri", per Paita e Lunardon "grazie a noi risparmiati 5 milioni di euro"

Liguria. “L’arroganza del governatore Toti ormai è senza fine. Oggi in Consiglio regionale è andato in scena l’ultimo atto di un teatrino che va avanti da mesi, con il presidente della Regione che ha illustrato la delibera sull’autonomia del 28 dicembre, senza minimamente dare alle opposizioni la possibilità di intervenire nel merito della discussione. Un vero e proprio spot elettorale di Toti, pagato dai liguri, e un doppio schiaffo ai cittadini e al Consiglio regionale, scavalcati completamente su un tema così importante per il futuro della nostra regione”. E’ l’accusa di Fabio Tosi, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione, il giorno dopo l’avvio ufficiale delle trattative con il Governo sull’autonomia della Liguria.

“Toti ha sbarrato la strada ad ogni possibilità di referendum – tuona Tosi – preferendo avventurarsi in una assurda trattativa con un Governo ormai alla fine dei suoi giorni e privo di ogni possibilità di manovra. Insomma, grazie a Toti l’autonomia ligure viaggia su un binario morto, in barba ad ogni forma di democrazia popolare. La cittadinanza dev’essere chiamata ad esprimersi su un tema così importante e il referendum è, in questo senso, la miglior prova di democrazia”.

“Triste come anche la Lega si sia piegata al diktat di Toti, mettendo da parte la campagna referendaria e abbandonando i cittadini in cambio di poltrone e in nome di logiche di coalizione da vecchia, vecchissima, politica. Oggi sono stati traditi i cittadini liguri e la Liguria a perso definitivamente l’occasione per ottenere quell’autonomia di cui la regione ha tremendamente bisogno” conclude Tosi.

Di avviso totalmente opposto i consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Giovanni Lunardon: “Oggi abbiamo ricevuto due buone notizie. La prima è che Maroni si è stancato del populismo della Lega, mentre la seconda è che anche in Liguria il populismo del Carroccio ha subito una battuta d’arresto con lo stop al referendum autonomista. Il presidente Toti, infatti, ha avviato il percorso di dialogo istituzionale col Governo per chiedere più autonomia alla nostra regione su alcune materie specifiche, abbandonando, grazie alla battaglia del Pd, la strada del referendum (inutile) che sarebbe costato 5 milioni di euro ai liguri. Soldi che la Lega aveva inizialmente messo a bilancio, ma che poi Toti, dopo che il Partito Democratico aveva denunciato la questione, si è affrettato a spostare su capitoli ben più importanti come la disabilità e i trasporti”.

“Certo – proseguono i dem – il dialogo istituzionale sull’autonomia avviato dalla Regione arriva, come ha ammesso lo stesso governatore, in zona Cesarini. Altri territori si sono mossi con largo anticipo e soprattutto, prima di portare la pratica al Governo, hanno discusso con la cittadinanza e il Consiglio regionale. In Liguria invece questa condivisone non c’è stata. Noi comunque entreremo nel merito della questione nei prossimi giorni. Per noi il punto focale resta l’autonomia finanziaria dei porti liguri, condizione essenziale per consentire al nostro territorio di fare un salto di qualità dal punto di vista infrastrutturale e logistico”.

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