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Alimenti per malati di insufficienza renale, Pastorino: “La Regione deve accelerare sulla rimborsabilità”

Con un rimborso annuo pro-capite di 1400 Euro se ne risparmiano 40.000; si faccia prevenzione. Ma la soluzione tarda ad arrivare”

Regione. “A seguito dell’iniziativa del gruppo consiliare Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria, la regione dovrà accelerare il meccanismo di rimborso dei prodotti aproteici per i pazienti nefropatici, affetti da insufficienza renale, sottoposti a emodialisi”. Ad affermarlo è il consigliere regionale Gianni Pastorino, che ricorda come “oggi ciascun malato ligure spende tra i 100 e i 120 euro al mese in prodotti aproteici: spesa complessiva pro-capite che quindi arriva o supera i 1400 euro annui. Una cifra che per ora la Liguria non rimborsa, diversamente da altre regioni, nonostante questi alimenti siano previsti nei Lea 2017”.

Non solo: “Gli alimenti aproteici possono evitare il ricorso all’emodialisi, quindi una spesa a malato di 30-40.000 euro a carico del servizio sanitario regionale, oltre ad altri onerosi servizi che ricadono sui pazienti Una vera e propria assurdità, che penalizza anzitutto i malati ma anche i conti della regione: con un rimborso di 1400 euro si eviterebbe una spesa pro-capite di 40 mila euro annui. Ancora una volta il metodo della prevenzione non viene assolutamente premiato e attuato”.

Pastorino si è fatto promotore di un’interrogazione discussa stamane in consiglio regionale: “Consideriamo positivo che, dopo la nostra sollecitazione, l’assessore alla sanità abbia dovuto evidenziare i percorsi finora compiuti per il riconoscimento dei Lea. Ora c’è l’impegno a organizzare in tempi brevissimi la rimborsabilità degli alimenti aproteici. Il tavolo tecnico che deve stabilire quantitativi e limiti a paziente è stato costituito ad aprile 2017, la prima riunione è avvenuta nel luglio 2017: crediamo che 7 mesi sarebbero dovuti bastare per trovare una soluzione. Proprio per verificare l’impegno assunto quest’oggi da assessore Viale, abbiamo sottolineato che tra 40 giorni riproporremo l’interrogazione in aula fino a ottenere risposte positive”.

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