Venerdì di passione per la grande distribuzione: scioperi in Coop, Mercatò, Ovs, Docks e Bricocenter - IVG.it
Protesta

Venerdì di passione per la grande distribuzione: scioperi in Coop, Mercatò, Ovs, Docks e Bricocenter

Otto ore di mobilitazione per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro

Coop Liguria

Provincia. Si preannuncia un venerdì di passione per la grande distribuzione, anche in provincia di Savona. Filcams, Fisascat e UILTuCS hanno infatti indetto uno sciopero di 8 ore per il 22 dicembre che, in provincia di Savona, riguarderà Coop (sia super che ipermercati), Ovs, Mercatò, Docks Market e Bricocenter. In contemporanea si terrà a Genova una manifestazione regionale in largo XII Ottobre, a partire dalle ore 10.

La ragione dello sciopero è da ricercarsi nel mancato rinnovo di due diversi contratti di lavoro, quello relativo alla distribuzione cooperativa e quello di Federdistribuzione. In entrambi i casi i sindacati hanno scelto di mettere in atto una mobilitazione subito prima di Natale per “imprimere una svolta alla vertenza”.

COOP. In questo caso le sigle sindacali “considerano inaccettabile il fatto che a distanza di 4 anni non ci siano le condizioni per arrivare al rinnovo del CCNL. Le confuse e strumentali comunicazioni che le cooperative stanno diffondendo in questi giorni dimostrano la debolezza delle argomentazioni prodotte che nascondono la volontà di non addivenire ad un accordo”.

“Filcams, Fisascat, e UILTuCS perseguono la ripresa del tavolo negoziale – scrivono i sindacati – per assicurare il rinnovo del CCNL della distribuzione cooperativa alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore. Nel corso del negoziato le organizzazioni sindacali hanno legittimamente manifestato sensibilità e priorità diverse, sempre nell’ambito di un percorso saldamente unitario. Le cooperative di consumo continuano ad enfatizzare il tema dell’assenteismo – che preferiremmo chiamare pagamento dei primi tre giorni di malattia – nascondendo quanto lunga è la lista delle problematiche poste dalle stesse”.

Le sigle sindacali formulano una serie di “richieste perentorie, penalizzanti per il lavoro quanto inaccettabili che ostacolano il buon esito della vertenza”: conferma delle 40 ore per gli assunti dopo il 22 dicembre 2011, passaggio dal divisore 165 al 168 per tutti i dipendenti, riduzione del 5% sulle maggiorazioni orarie domenicali, straordinarie e notturne, sistema di deroghe automatiche al contratto nazionale qualora ci siano perdite di bilancio, riduzione dei permessi per le cooperative minori a 40 ore annue su regime di 40 ore settimanali ed eliminazione del limite di 300 dipendenti per identificare le cooperative minori.

Ed ancora: possibilità per le imprese di assumere part time 8 e 16 ore settimanali anche non per week end e senza accordo aziendale, aumento delle percentuali di utilizzo di tempi determinati e somministrati, eliminazione dei parametri 155 e 180 dei livelli 4° e 3° e sostituzione del differenziale retributivo per i lavoratori in forza con un ad personam assorbibile, riduzione del pagamento dei primi tre giorni di assenza per malattia, proposta salariale di aumento pari 40 euro da gennaio 2017 e 45 euro da gennaio 2018 con vigenza del CCNL fino a dicembre 2018 (“Una proposta – commentano i sindacati – pari a circa un terzo in meno di quella di Confcommercio, saltando di fatto 2 anni di aumenti salariali”).

“A sostegno del salario e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori della distribuzione cooperativa” Filcams, Fisascat e UILTuCS chiedono quindi agli addetti del settore di scioperare il 22 dicembre “e nelle altre giornate che a livello territoriale potranno essere unitariamente individuate”.

FEDERDISTRIBUZIONE. In questo caso Cgil punta il dito contro il fatto che “ormai da 4 anni le aziende associate impongono unilateralmente l’applicazione di quello che a tutti gli effetti risulta essere un regolamento associativo, residuo del precedente CCNL terziario, distribuzione e servizi scaduto nel 2013. Federdistribuzione, in spregio a un diritto costituzionalmente garantito, non solo oppone un’irragionevole chiusura rispetto alla fddinizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro di settore, ma continua, ingiustificatamente, a rifiutarsi di applicare il rinnovo del CCNL TDS del 2015, unico che al momento è tenuta ad applicare”.

La Filcams Cgil “ritiene grave la condotta mantenuta dall’associazione sartoriale ed inaccettabile il danno che tale comportamento determina per le lavoratrici e i lavoratori sia sotto il profilo retributivo che contributivo, anche in considerazione degli incrementi salariali erogati unilateralmente, nettamente inferiori a quelli precvisti dal CCNL rinnovato”. Da qui la scelta di proclamare lo sciopero: 4 ore da effettuarsi sicuramente il 22 dicembre ed altre 4 che potranno, eventualmente, essere effettuate in un’altra data (comunque entro il 6 gennaio) a seconda delle esigenze specifiche (ad esempio per effettuare scioperi improvvisi che diano maggiore efficacia alla mobilitazione).

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