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Tassa di soggiorno, le categorie “tengono d’occhio” i Comuni: “Le risorse devono essere investite nel turismo”

"Abbiamo subito ma non vogliamo che la gestione sia peggiore dell'imposizione”

Provincia. “Abbiamo subito questa imposizione, ma vigileremo affinché almeno queste risorse siano utilizzate per sviluppare l’offerta turistica del nostro territorio”. Non sono soddisfatti ma hanno le idee chiare sul da farsi i rappresentanti delle categorie turistiche che questa mattina hanno sottoscritto l’accordo per lo sviluppo e la competitività del turismo nella provincia di Savona.

Accordo Tassa Soggiorno

A lasciare perplessi i rappresentanti di Confesercenti Savona, Federalberghi Savona, Faita Savona, Fiaip Savona, Fimaa Savona, Unione Associazioni Albergatori della Provincia di Savona è soprattutto l’introduzione della cosiddetta “imposta di soggiorno”. Una misura che non tutte le categorie hanno accettato di buon grado e che, anzi, ha fatto storcere il naso a parecchi.

Nonostante le posizioni non sempre convergenti, l’accordo tra i dieci Comuni di Alassio, Albenga, Borghetto Santo Spirito, Loano, Toirano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Varazze e le associazioni di categoria è stato sottoscritto.

Fermo restando che almeno il 60 per cento del gettito d’imposta dovrà essere utilizzato per l’organizzazione di manifestazione e la promozione del territorio e il restante 40 per cento dovrà essere sempre impiegato per migliorie che abbiano ricadute sul settore turistico, il documento prevede che l’utilizzo di questi fondi sia concordato dalle amministrazioni comunali in accordo con le categorie.

“I Comuni si dovranno comportare bene – annuncia senza mezzi termini Angelo Berlangieri, presidente di presidente di Upa Savona – Abbiamo subito questa imposizione, ma abbiamo cercato di porre delle regole che danneggino i nostri clienti e le nostre imprese. Il nostro obiettivo è fare in modo che le amministrazioni spendano queste risorse nel bene dell’economia. Abbiamo subito ma non vogliamo che la gestione sia peggiore dell’imposizione”.

Andrea Valle, presidente di Federalberghi Liguria, ricorda che “l’incasso della tassa di soggiorno dovrà essere utilizzato per i comuni e per il bene del turismo. Non dovrà essere utilizzato per fare cassa come successo con il Comune di Savona”.

Barbara Buggini, presidente di Faita Liguria, sottolinea che “occorrerà fare controlli seri sul mondo sommerso e sull’abusivismo. Dopodiché con il contributo delle associazioni si potrà capire quali sono le carenze a livello turistico e quindi lavorare per cercare di colmarle”.

Giancarlo Cerisola, presidente di Confesercenti Savona, aggiunge: “Faremo in modo che la tassa di soggiorno venga gestita nella maniera più corretta possibile per cercare di dare quei servizi che giustifichino o almeno provino a giustificare il fatto che in futuro verrà fatto pagare l’ingresso in queste zone. I servizi devono essere ampliati in modo da rendere più gradevole il soggiorno delle persone e più importante la fruizione di tutte le opportunità turistiche del territorio che oggi sono in alcuni casi sconnesse e in altri di difficile utilizzo e in altri casi addirittura impraticabili. Noi crediamo che l’unico scopo che possa avere questa imposta è rendere fruibili le varie possibilità legate al turismo”.

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