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Netto calo degli autocarri merci immatricolati: nel savonese il 9,4%

I dati e le ricerca sono elaborati dal Centro Ricerche Continental

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Savona. In Liguria gli autocarri merci immatricolati tra il 2013 e il 2016 sono l’11,8% del totale di quelli in circolazione. Gli autocarri merci immatricolati fino al 2000 sono il 34,8% del totale, quelli immatricolati tra il 2001 e il 2008 sono il 37,6%, quelli immatricolati tra il 2009 e il 2012 sono il 15,6%. Tra le province liguri è Genova quella in cui la percentuale di autocarri merci immatricolati tra il 2013 e il 2016 è maggiore (13,9%). A Genova seguono La Spezia (11,7%), Imperia (10,1%) e Savona (9,4%). Questi dati emergono da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci.

In Italia il 12,9% degli autocarri merci in circolazione sono stati immatricolati dal 2013 al 2016. Gli autocarri merci immatricolati prima del 2000 sono il 36% di quelli in circolazione; quelli immatricolati tra il 2001 e il 2008 sono il 36,7%; quelli immatricolati tra il 2009 e il 2012 sono il 14,2%. Il fatto che la quota di autocarri merci immatricolati negli ultimi anni sia minoritaria rispetto a quella di mezzi più datati influisce negativamente sulla sicurezza della circolazione stradale e sulla quantità di sostanze nocive emesse nell’atmosfera. Vi sono, però, una serie di aspetti su cui si può agire per rendere più sicuri e meno inquinanti anche gli autocarri più vecchi, a partire dalla giusta manutenzione, per continuare con una gestione efficiente degli pneumatici che preveda un controllo accurato delle condizioni esterne e della pressione di gonfiaggio.

“Per cambiare approccio nella gestione dei trasporti di merci e persone – sottolinea Enrico Moncada, Responsabile della Business Unit Truck Replacement di Continental Italia – un importante aiuto può essere dato dalla componentistica, che non è una parte minoritaria del servizio offerto ai clienti ma concorre in maniera determinante a rendere la mobilità più sostenibile e più sicura”.

Continental ha messo in campo un impegno importante a favore delle aziende che gestiscono flotte di autocarri, con prodotti e servizi dedicati. Per questo oggi Continental può essere considerata un vero e proprio Solution Provider attivo nel settore dei trasporti ed un punto di riferimento per le aziende che operano in questo comparto. L’offerta di Continental include pneumatici progettati appositamente per questi mezzi e si completa con una serie di servizi, tra cui è da segnalare un innovativo programma di ricostruzione, ContiLifeCycle, che può contribuire in maniera determinante a risparmiare risorse e ottimizzare i costi operativi totali delle flotte. Il servizio ContiLifeCycle si basa su quattro pilastri: pneumatici nuovi, riscolpitura quando opportuno, ricostruzione a nuovo e gestione delle carcasse. In questo modo i costi diretti degli pneumatici possono ridursi anche del 30 – 40%.

L’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro include anche un prospetto regionale del parco di autocarri merci a seconda dell’anno di immatricolazione. Ne emerge che la regione in cui vi è la quota maggior di autocarri immatricolati dal 2013 al 2016 è la Valle D’Aosta (col 54,8% sul totale). Seguono Trentino Alto Adige (47,1%), Toscana (23,4%), Lombardia (15,7%) ed Emilia Romagna (14,3%). In coda alla graduatoria si trovano tutte le regioni del Sud Italia: Puglia (6,7%), Campania (6,4%), Molise (6%), Basilicata (5,7%), Sardegna (5,5%), Sicilia (4,5%) e Calabria (3,8%). Un’ulteriore elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro sottolinea il divario tra la situazione del meridione e quella del resto del nostro Paese. Infatti, raggruppando i dati regionali, emerge che nelle regioni del Nord Est del nostro Paese la percentuale di autocarri merci in circolazione immatricolati tra il 2013 e il 2016 è del 18,2%, in quelle del Nord Ovest è del 16,5%, in quelle centrali del 14,6%, in quelle meridionali del 6,2% ed in quelle insulari del 4,8%. Di contro la percentuale di autocarri merci in circolazione immatricolati prima del 2000 sul totale di quelli in circolazione è di quasi il 50% nelle regioni insulari, del 48% in quelle meridionali, del 33,8% in quelle centrali, del 28,6% in quelle del Nord Est e del 28% in quelle del Nord Ovest.

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