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Mondomarine, Rifondazione Comunista: “Al fianco di lavoratrici e lavoratori” fotogallery video

Ordine del giorno di solidarietà per la situazione dei cantieri di Savona e Pisa firmato dai segretari regionali di Toscana e Liguria

Savona. Durante l’ultimo Comitato politico nazionale del Partito della Rifondazione Comunista il segretario regionale Marco Ravera ha presentato, insieme al segretario regionale della Toscana, Alessandro Favilli, un ordine del giorno di solidarietà ai cantieri di Savona e Pisa per la vertenza di Mondomarine: da ieri i lavoratori sono in assemblea permanente e hanno occupato il sito produttivo in attesa dell’udienza per la procedura fallimentare in programma domani, mercoledì 6 dicembre.

Ecco il testo dell’ordine del giorno presentato dai due segretari regionali: “La profonda crisi che negli ultimi mesi ha attraversato i cantieri navali di Savona e Pisa, di proprietà della Mondomarine di Savona, sembra essere lontana da una soluzione. A due anni di distanza dall’acquisizione del gruppo savonese dei due cantieri navali, che pareva in grado di rilanciare la produzione di yacht mantenendo, anzi ampliando, i due siti produttivi, la situazione è nuovamente sull’orlo del precipizio: i circa cento addetti presenti nei due stabilimenti, cui vanno aggiunti i lavoratori dell’indotto, sono in stato di agitazione perché l’azienda di proprietà di Falciai a luglio ha chiesto il concordato preventivo, che indica uno stato di crisi o insolvenza e prelude al fallimento e alla chiusura”.

“In questi mesi i lavoratori dei due stabilimenti di Pisa e Savona si sono trovati uniti nella mobilitazione per impedire la chiusura dei due siti produttivi ed evitare la drammatica situazione che ne scaturirebbe per l’occupazione nelle due città; tuttavia, per la non chiara situazione finanziaria dell’azienda, e per la mancanza di un acquirente credibile al momento, la situazione della Mondomarine appare assai preoccupante”.

“In realtà, la situazione di difficoltà non deriva da una crisi aziendale legata a mancanza di commesse e lavoro, ma ad una debolezza economico-finanziaria dell’azienda stessa, incapace di sostenere i costi della produzione. In attesa dell’udienza del 6 dicembre per l’avvio della procedura fallimentare, i lavoratori continuano la mobilitazione per chiedere chiarimenti sull’azione dell’azienda, che non presenta il piano industriale concordatario necessario ad evitare il fallimento, e garanzie precise sulla loro situazione occupazionale”.

“Il Comitato politico nazionale del Partito della Rifondazione Comunista esprime la più completa solidarietà con i lavoratori di Pisa e di Savona, e sollecita un incontro tra i sindacati e l’azienda per risolvere la situazione, e un intervento governativo che impedisca la drammatica soluzione del fallimento e della chiusura dei cantieri, individuando altri soggetti capaci di presentare pieni industriali e occupazionali garantiti con la necessaria copertura finanziaria, per garantire il mantenimento delle attività produttive e l’occupazione attuali”.

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