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Mondomarine, i lavoratori rispondono alla proprietà: “Cantiere e posti di lavoro non sono ancora salvi” fotogallery video

La Rsu sindacale precisa: "Soluzione ancora lontano, nessuna garanzia su clausola sociale e occupazione"

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Savona. “Le dichiarazioni di Paolo Pietrogrande, l’ingegnere chiamato dalla proprietà per la gestione della crisi di MondoMarine, non sono completamente corrette, ed è bene che l’opinione pubblica lo sappia”. I lavoratori della storico cantiere savonese, riuniti in assemblea permanente davanti allo stabilimento occupato dal 4 dicembre, giudicano decisamente prematuro l’intervento del dirigente, secondo il quale l’impresa – grazie anche all’impegno del Cda e del proprietario Alessandro Falciai – sarebbe quasi fuori pericolo, con la salvaguardia dell’occupazione ed il mantenimento della vocazione produttiva.

“La MondoMarine, oltretutto, non ci sembra titolata a parlare, visto che non ha presentato alcun piano concordatario entro il termine previsto”. Il 19 dicembre, quindi, la MondoMarine sarà probabilmente dichiarata fallita e nel fallimento si porterà dietro 57 lavoratori a tempo indeterminato (e 27 a Pisa) che saranno licenziati.

Il fatto che la Palumbo Group Shipyard abbia firmato una richiesta per l’affitto di ramo d’azienda è un fatto positivo ma, per ora, la soluzione è ancora lontana. “Leggiamo di una “clausola sociale” che sarebbe stata espressamente richiesta dai tre commissari e dall’Autorità Portuale e che prevederebbe un impegno da parte di Palumbo a riassorbire tutti i lavoratori. I giochi, però, non sono così semplici come sembra di capire dalle parole di Pietrogrande. Palumbo si è impegnato a riassorbire immediatamente solo nove lavoratori per giustificare, con la nuova società appositamente creata allo scopo, l’affitto del ramo d’azienda attraverso, pare di capire, delle operazioni di “refitting”. Poi, l’affitto ha un termine (sei mesi) entro il quale i curatori fallimentari dovranno indire la gara d’appalto per la vendita del complesso produttivo. Non abbiamo dubbi sul fatto che Palumbo, che è un armatore e che conosce il mondo della nautica e della cantieristica navale, venga a Savona per “fare impresa”, ma il passaggio da MondoMarine a Palumbo è tutt’altro che automatico: se arrivasse qualche altro imprenditore con un’offerta più alta, i curatori non potrebbero fare altro che cedere a lui l’attività, con il rischio di non continuare la tradizione delle costruzioni navali a Savona. Quindi, per ora né la salvaguardia dell’occupazione né il mantenimento della vocazione produttiva locale sono assicurati”.

I lavoratori MondoMarine sono preoccupati sia per la destinazione finale del cantiere sia, soprattutto, per i risvolti occupazionali. “La clausola sociale è stata citata da tanti ma per ora noi non l’abbiamo vista. Nell’accordo sindacale che la Rsu sarà chiamata a firmare all’Unione Industriali venerdì 15 dicembre e che è condizione necessaria per completare le procedure per l’affitto, non potrà non esserci un eco della nota a salvaguardia dell’occupazione”.

Le due partite sono ufficialmente slegate tra loro, ma in mancanza della firma sull’accordo la trattativa potrebbe saltare, con le conseguenze del licenziamento senza appello. “Vedremo innanzitutto la clausola sociale e andremo a trattare, che è il ruolo della RSU. Certo, la situazione non è facile e i tempi sono molto stretti, ma vogliamo avere certezze sul nostro futuro. Anche per questo abbiamo deciso di continuare l’assemblea permanente e l’occupazione del cantiere, e chiediamo a tutta la popolazione savonese di continuare a manifestare la loro solidarietà. Su una cosa Pietrogrande ha ragione: raramente come in questo caso c’è stata una convergenza di impegno e tutti – lavoratori, istituzioni, parti sociali, commissari giudiziali, Autorità Portuale, si sono rimboccati le maniche con l’obiettivo di salvare l’azienda. Tutti, meno MondoMarine”.

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