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Treni, i pendolari: “La Regione sospenda il rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia”

“I disastri delle ultime settimane hanno messo in luce in modo evidente che non ci sono sufficienti garanzie per la firma del contratto"

Liguria. “La Regione sospenda la firma del rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia: non ci sono sufficienti garanzie”. A chiederlo sono i Pendolari di Valle Stura ed Orba, i Pendolari del Levante Ligure, il Comitato Cinque Terre, i Pendolari di Savona-Genova, Wwf-Italia Liguria, che chiedono che venga sospesa la firma del rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia: “Occorre un congruo periodo di riflessione per ridefinire, in accordo con le proposte di comitati e associazioni, il futuro del trasporto ferroviario in Liguria e i contenuti del nuovo contratto di servizio”.

“I disastri delle ultime settimane, uno fra i tanti la catastrofica gestione del gelo di dicembre, hanno messo in luce in modo evidente che non ci sono sufficienti garanzie per la firma di un contratto di servizio con Trenitalia di 15 anni. Ma non è solamente questione di gestione inadeguata dell’emergenza: è un problema di assenza di sufficienti garanzie anche per quel che riguarda la gestione quotidiana ordinaria, ed è un problema di mancanza di prospettive per il futuro”.

Sul versante dell’emergenza: “I piani neve e i piani gelo e piani per ogni situazione di blocco delle linee (come successo di recente nel Levante e questa estate sulla linea Genova-Acqui Terme) vengano sottoposti alla valutazione degli utenti. Questo sia per quel che riguarda l’aspetto logistico (manutenzione, mezzi sostitutivi) che per quello dell’informazione, anch’essa sovente inadeguata e ancora più insufficiente nei fine settimana, con l’adozione di penali stringenti e severe in caso di inadempienza a carico dell’impresa ferroviaria fornitrice del servizio, responsabile dei disservizi in quanto titolare del contratto”.

Sul versante del servizio ordinario e delle prospettive per il futuro, comitati e associazioni chiedono: “Un programma di esercizio implementato rispetto a quello attuale, per fornire un servizio adeguato a tutte le tratte e linee della regione; la riduzione dei tempi di percorrenza a parità di fermate rispetto agli standard attuali, e verifica rigorosa da parte della regione sugli orari offerti dall’impresa ferroviaria; controlli e monitoraggi da ripensare radicalmente, effettuati in piena autonomia della regione, ispirandosi a ‘buone pratiche’ già in atto in altre regioni; penali e parametri delle stesse anch’esse da ripensare”.

E ancora: “interventi sulle infrastrutture in funzione del reale miglioramento delle prestazioni e capacità delle linee, in coerenza con obiettivi di miglioramento quantitativo e qualitativo del servizio; il rinnovo del materiale rotabile ai fini di un miglior servizio per l’utenza, non come vincolo a cui subordinare ogni altro intervento; investimenti stabiliti nel contratto sottoposti a verifica, e sottoposti a penali se non effettuati o effettuati in modo non idoneo; una politica tariffaria concordata con l’utenza ed in funzione di una migliore offerta per differenti tipologie di utenti, nell’ambito di una reale integrazione tariffaria e modale su scala regionale”.

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