Borghetto, in municipio l'assemblea su buco di bilancio. I cittadini: "Vogliamo i responsabili" - IVG.it
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Borghetto, in municipio l’assemblea su buco di bilancio. I cittadini: “Vogliamo i responsabili”

L'amministrazione Canepa ha spiegato le cause che hanno generato il buco e i dettagli del piano di riequilibrio finanziario

Borghetto Assemblea Bilancio

Borghetto Santo Spirito. E’ stata molto meno accesa di quanto non si potesse pensare (o addirittura temere) in un primo momento l’assemblea pubblica convocata dall’amministrazione comunale del sindaco Giancarlo Canepa per spiegare alla cittadinanza le misure adottate dal Comune per far fronte alla situazione di pre-dissesto finanziario dell’ente comunale. L’incontro, a cui hanno preso parte circa una settantina di cittadini, si è tenuta ieri sera, nella sala consiliare “Stefania Maritano” del municipio di piazza Italia a Borghetto.

Oltre ad esporre questi contenuti, gli amministratori comunali borghettini hanno spiegato alla popolazione anche le cause che hanno generato l’ormai famigerato buco di bilancio. Queste erano state in parte anticipate dall’assessore alle finanze Roberto Moreno, che in occasione del consiglio comunale di qualche giorno fa aveva spiegato: “Al nostro insediamento, come prima cosa abbiamo analizzato il piano di riequilibrio elaborato dal commissario prefettizio Andrea Santonastaso e poi rivisto dal suo successore Fabrizia Triolo. Ci siamo resi conto che i piani dei due commissari non erano sostenibili soprattutto per quanto riguardava la previsione delle entrate, che non si sarebbero mai potute realizzare. Inoltre, non era stata fatta una ricognizione dei capitoli di spesa e un’ottimizzazione delle risorse dell’ente,fondamentali per evitare maggiori spese a carico del Comune. Abbiamo tentato di rispettare quel piano effettuando una ricognizione delle attività finanziarie del Comune valutando le prospettive di entrata e le possibilità di re-definizione delle spese. Ultimata la ricognizione ci siamo resi conto che sarebbe stato impossibile recuperare il disavanzo in tre anni. Soprattutto, abbiamo individuato un deficit strutturale per cui l’Ente spende più di quanto incassa”.

“Per quanto riguarda le origini del disequilibrio, esse sono diverse. Da una parte c’è stata una progressiva erosione delle entrate dell’Ente, , che si sono ridotte progressivamente insieme ai contributi da parte dello Stato. Di contro, sono aumentati i contributi dovuti dal Comune allo Stato nell’ambito del fondo di solidarietà. Ci sono poi altre questioni, come i due risarcimenti da 650 mila e 782 mila euro dovuti a contenzioni nei quali il Comune di Borghetto è risultato soccombente. Inoltre, non vanno dimenticato i maggiori corrispettivi richiesti da Servizi Ambientali per quanto riguarda le tariffe di fognatura e depurazione. Nel corso degli anni la società ha adeguato le tariffe, ma il nostro Comune non ha mai aggiornato i conti e perciò la differenza è andata a carico dell’amministrazione comunale. Si tratta di una cifra di circa 150 mila euro. Servizi Ambientali ha chiesto anche un adeguamento dei costi di depurazione dovuti alla maggiore affluenza di acque bianche al depuratore (a causa di una rete di smaltimento inadeguata): tra il 2014 ed il 2017 questo ha cubato circa 664 mila euro”.

“C’è poi la esternalizzazione del servizio di acquedotto che ha inciso per 150 mila euro. E ancora la mancata verifica dell’anticipazione Tasi del 2014 per 341 mila euro e la mancata apposizione del fondo di solidarietà del 2015 per 796 mila euro. Negli anni, poi, è stata sospeso l’accertamento Imu (tra l’anno scorso e quest’anno sono state verificate le entrate dal 2012 al 2015) e quello per le violazioni del codice della strada del 2015 e 2016. Inoltre, sono stati inseriti 321 mila euro di Tasi che non ci spettava”.

C’è poi un “disequilibrio strutturale dell’ente” per cui la spesa del Comune di Borghetto è superiore a quello che lo stesso ente può permettersi. Il piano di rientro, dunque, tiene conto sia del disequilibrio creatosi negli anni sia di questo problema “cronico” che affligge i conti del Comune.

Alla luce di questa situazione, l’amministrazione Canepa si vista costretta a ricorrere alla procedura di pre-dissesto, che prevede l’elaborazione di un piano di riequilibrio finanziario che, entro dieci anni, dovrebbe portare a ripianare i conti disastrati del Comune.

Il piano di riequilibrio prevede una serie di sospensione dei contributi e delle agevolazioni per i servizi in ambito sociale. Ad esempio, la capienza dell’asilo nido comunale sarà ridotta, passando da 24 a 21 posti. Il centro ragazzi, servizio gratuito di cui usufruiscono mediamente 160 ragazzi, sarà mantenuto “con grande sforzo. A giugno – spiegavano qualche giorno fa Canepa e Moreno – indiremo una nuova gara. La base d’asta subirà una riduzione del 20 per cento circa. Questo ci permetterà di mantenere attivo il servizio (anche se per meno ore, probabilmente) e anche di risparmiare circa 10 mila euro. Per quanto riguarda il campo solare, si è sempre trattato di un servizio compartecipato tra Comune e famiglie: oltre al contributo del nostro Ente, le famiglie versavano una retta di circa 200 euro al mese. Per il prossimo anno contiamo di affidare il servizio ad una cooperativa, ad una associazione o anche ad un’azienda o ad una società, che però non riceverà alcun contributo pubblico da parte del Comune. Questo ci porterà ad un risparmio di 52 mila euro”.

“Come già anticipato – hanno aggiunto sindaco ed assessore – non saremo più in grado di garantire il prolungamento dell’orario di apertura della biblioteca, che permetterà di risparmiare 15 mila euro. Per fortuna, però, la Fondazione Vacca si è detta disponibile ad accollarsi i costi di questo servizio. Ancora, abbiamo stabilito di sospendere i contributi alla proloco. Si tratta di una scelta drastica ma necessaria: al momento di scegliere tra la sospensione del servizio di centro ragazzi e la sospensione dei contributi alla proloco, non abbiamo avuto dubbi. Ancora, abbiamo dovuto dimezzare i contributi alle associazioni sportive (dimezzando il contributo al gestore dello stadio e riducendo da duemila a 500 euro quello per il gestore del bocciodromo, per un risparmio di circa 30 mila euro) e a turismo e cultura (per 65 mila euro). Speriamo che queste riescano a mantenere i servizi inalterati: realtà come quelle che gestiscono il campo sportivo vedono impegnati 160 ragazzi e svolgono un ruolo importante all’interno della nostra comunità”.

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Tra tanti tagli, l’amministrazione Canepa è riuscita a mantenere “il servizio di trasporto settimanale verso il cimitero di Rive: non sarebbe stato degno di un paese civile far venire meno ai nostri concittadini più anziani o in difficoltà la possibilità di andare a far visita ai loro cari al cimitero”.

D’altro canto, sono in programma alcuni adeguamenti tributari. Come quelli sull’Imu, con la quota dell’abitazione principale al 2 per mille e tutte le altre tariffe al 10.6 per mille. Queste misure permetteranno di recuperare circa 100 mila euro l’anno. L’abolizione degli scaglioni delle aliquote Irpef porterà al recupero di altri 100 mila euro annui. Borghetto, poi, introdurrà l’imposta di soggiorno che “riteniamo possa portare utili fondi da investire nel settore turistico. Il piano in sé non contiene cifre precise riguardo questa voce: le entrate derivanti da questa tassa, infatti, arriverebbero per lo più dalle case affittate per le vacanze ed al momento non è possibile fare stime certe circa il possibile gettito”. Inoltre, è previsto un adeguamento rispetto alla tassa di occupazione di suolo pubblico (Tosap) che porterà ad incamerare altri 15 mila euro. A fare da contraltare a questi adeguamenti tariffari ci sarà un inasprimento del contrasto all’evasione, con un “potenziamento del servizio di riscossione”.

“Gli anni tra il 2018 ed il 2020 non vedranno alcun rientro dal debito. L’anno di svolta sostanziale in cui verranno ripristinati i tagli è il 2022. Anche perché il 2021 sarà l’ultimo anno in cui avremo i Boc, che verranno restituiti in parte residuale tra il 2017 e il 2021. Per ripianare il buco, poi, effettueremo un adeguamento periodico delle tariffe. Fino al 2021 le agevolazioni saranno sospese. D’altro canto, effettueremo la ricognizione delle tariffe dei servizi cimiteriali e di quelle per le prestazioni dell’ufficio edilizia e urbanistica, specie per quanto riguarda gli oneri di urbanizzazione ed i diritti di segreteria”.

“Fino al 2021 saranno azzerati i capitoli riguardanti le iniziative sportive, turistico culturali (per circa 65 mila euro) e perfino quelli per le pulizie dei plessi pubblici. Circa le risorse umane, effettueremo la riorganizzazione complessiva dell’Ente come richiesto anche dalla procedura. Prendendo come riferimento il numero di abitanti, in proporzione dovremmo avere 32 dipendenti ma si tratta di un numero ‘ideale’ difficilissima da raggiungere in quanto la normativa non tiene conto del fatto che siamo comune turistico e perciò abbiamo esigenze diverse. Perciò procederemo con la riorganizzazione della dotazione organica incentivando la mobilità ed i pensionamento e bloccando il turnover. Questo comporterà per il 2017 la perdita di quattro dipendenti per un risparmio di 100 mila, nel 2018 la perdita di due unità con risparmio di 30 mila euro; nel 2019 la perdita di una unità per 28 mila euro di risparmio, nel 2020 la perdita di due unità per 58 mila euro di risparmio e nel 2021 la perdita di tre dipendenti per 70 mila euro risparmiati. A fronte di questo, riorganizzeremo il personale cercando di potenziare i servizi che, anche in funzione del piano, hanno maggiore interesse: tributi, ragioneria, polizia municipale, edilizia privata”.

“Ancora, abbiamo intenzione di indire una gara (al ribasso) per la pulizia dei plessi e abbiamo effettuato una ricognizione dei mezzi di servizio, rottamando o vendendo quelli non più utilizzabili. Inoltre, abbiamo effettuato la ricognizione dei beni di consumo e rivisto la gestione del servizio elettrico passando ad un fornitore che non fosse in salvaguardia (cosa che ci permetterà di risparmiare sulle bollette). Infine, abbiamo approvato e ampliato il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari che il commissario Triolo aveva sospeso. Sono beni in vendita da dieci anni ormai, ma speriamo che qualche introito possa arrivare anche da lì”.

farmacia comunale Borghetto

Ma la pietra angolare su cui si basa tutto il piano di riequilibrio è la vendita della farmacia: “Senza questa cessione – sottolineavano Canepa e Moreno – saremo costretti a chiudere il centro ragazzi e il campo solare. Al momento di valutare questo passo ci siamo posti alcuni problemi: le conseguenze per la clientela, per i dipendenti e gli eventuali benefici per il Comune. Circa il primo punto, dal nostro punto di vista la vendita della farmacia non comporterà particolari problemi per gli utenti. Anzi, forse comprare da un privato sarà anche più conveniente per loro”.

“Per quanto riguarda il Comune, invece, la vendita porterà importanti vantaggi. La stima informale in nostro possesso ne indica un valore compreso tra un milione e 200 mila euro ed un milione e 700 mila euro. Noi contiamo di venderla ad un milione e mezzo. Aggiungendo a questa cifra l’avanzo di gestione di quest’anno, avremo la cifra necessaria ad estinguere mutui per circa due milioni di euro. Ciò ci permetterà di risparmiare 150 mila euro l’anno solo di interessi. In dieci anni, avremo un risparmio di un milione e duecento mila euro. Oggi la farmacia rende 30 mila euro l’anno circa. Per arrivare allo stesso risultato in 40 anni circa. Dunque, ci sono pochi dubbi sul fatto che sia un’operazione utile per il Comune”.

Per quanto riguarda i dipendenti, essi “non hanno nulla di cui preoccuparsi: quando prepareremo il bando inseriremo le clausole sociali che ne salvaguarderanno i posti di lavoro”.

“Se vogliamo vendere non è per un capriccio, ma perché non vogliamo sopprimere servizi essenziali per il paese. Altre località hanno portato a termine una operazione simile senza nemmeno essere nella nostra stessa situazione. Non ci sarà alcuna interruzione del servizio, semplicemente sarà erogato da un soggetto privato anziché uno pubblico”.

Per Canepa, gli anni più duri saranno da qui al 2021, anno in cui “la nave si sarà raddrizzata grazie anche all’estinzione dei famosi Boc. Per quella data non avremo più il disequilibrio strutturale che caratterizza il nostro bilancio. Inoltre, alcuni dipendenti andranno in pensione e ciò comporterà un altro risparmio di risorse. Negli ultimi dieci anni il personale si è ridotto di 20 unità, delle quali tre soltanto quest’anno. Il prossimo anno un altro dipendente andrà in mobilità ed un altro andrà in pensione. Nel 2021 altri tre dipendenti concluderanno la loro carriera”.

Il 10 gennaio sarà discusso con il magistrato competente della Corte dei Conti, ma intanto ieri sera è stato (nuovamente) presentato alla popolazione.

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Il primo a prendere la parola è stato il capogruppo di “In Cammino” Giancarlo Maritano, che ha detto: “Nei mesi scorsi avevamo chiesto l’istituzione di una commissione consiliare di inchiesta che facesse luce sulle cause del buco di bilancio. Vi siete rifiutati di accettare la nostra proposta demandando questo compito alla commissione capigruppo. Allora abbiamo chiesto che in riunione fossero auditi il revisore dei conti Gaio Marzio e il presidente di Sael, l’avvocato Alberto Bonifacino. Il quale ci ha dato alcune informazioni importanti. Sappiamo che da ormai tre anni la farmacia ha un fatturato in calo costante. Ciò ha avuto ovvie conseguenze dal punto di vista economico. Ma al momento del suo insediamento il presidente di Sael ha trovato altre criticità: come l’assenza di un responsabile della sicurezza e la mancanza di adeguamenti obbligatori. Soprattutto, ha dovuto prendere atto di alcune anomalie importanti. Come un ammanco di 17 mila euro che non era mai stato individuato. Il revisore dei conti ha certificato il bilancio 2015, ma non ha certificato il bilancio 2016 di Sael. Il bilancio della società speciale fa parte del bilancio del Comune, quindi abbiamo approvato il bilancio del Comune senza approvare il bilancio della farmacia. L’avvocato Bonifacino chiederà ora la revoca del revisore dei conti”.

“Da dove arriva questo ammanco, non è dato saperlo. Non sono in corso verifiche che abbiano aiutato a capire la situazione. Nella certificazione del bilancio 2015 (rilasciata il 6 luglio 2016) il revisore dei conti sottolinea una ‘differenza effettiva tra giacenza di cassa e quella contabile. Dalle indagini è emerso che oltre 9 mila euro sono dovuti ad errori di rilevazione di movimenti di cassa negli anni passati fino al 2012. Sarà necessario ulteriore approfondimento per individuare altri 7 mila euro di ammanco che risultano anteriori al 2012”.

“Un altro problema – ha proseguito Maritano – è dato da un indebito oggettivo dovuto al pagamento di somme a persone che non avevano titolo a ricevere questo denaro. La riforma Monti aveva stabilito che i membri dei Cda di società speciali non dovessero ricevere alcun tipo di emolumento di carica se non un rimborso spese per i costi sostenuti. Nonostante questo, i componenti del Cda hanno continuato a ricevere emolumenti fino alla quota di circa 13 mila euro per il presidente e 6 mila euro da uno dei due consiglieri. Gli altri 6 mila euro percepiti da un consigliere sono stati restituiti al Comune, quindi in tutto ci sono sono 18 mila euro da recuperare. Il Cda della farmacia ha intrapreso un’azione legale che però è rimasta appesa ad un filo. Indebito oggettivo ha prescrizione di 10 anni, quindi rischiamo di non avere più indietro questi soldi pubblici. Tra le altre cose la riforma delle partecipate di recente approvazione prevede che il Cda delle partecipate debba diventare monocratico per snellire le proprie attività operazioni. Il Cda della farmacia ha tre membri, la farmacia quattro dipendenti. Converrà cambiare lo statuto della farmacia, trasformare in monocratico il Cda e fare in modo che questo faccia riferimento alla commissione dei capigruppo, in modo tale che anche minoranza possa conoscere il funzionamento della farmacia”.

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Come ribadito in occasione dello scorso consiglio comunale, secondo Maritano “il valore della farmacia è stato sovrastimato: deve essere calcolato su un milione e 150 mila euro e non un milione e mezzo. Inoltre, Ceriale ci ha messo due anni a vendere la sua farmacia comunale: l’amministrazione di Borghetto conta di riuscirci in meno tempo? Ricordo ancora che la farmacia continua ad erogare premi produzione. Mi chiedo come sia possibile considerando il calo degli incassi e la situazione in cui versa il Comune, proprietario della società speciale che la gestisce”.

Circa le cause del disequilibrio, Maritano ha sottolineato: “E’ vero che sono stati eliminati i trasferimenti statali, ma ci sono altre questioni. Come i contenziosi: sono questioni che risalgono a molti anni fa. Gli espropri sono stati pagati dalle amministrazioni dei sindaci Figini e Badino, ma negli anni ragioni diverse hanno causato la reiterazione del contenzioso. Per quanto riguarda la causa con la curia, nel primo grado di giudizio il Comune aveva perso, ma nel secondo grado di giudizio aveva avuto ragione, quindi si sarebbe dovuto arrivare ad una transazione. Non essendo stata fatta, c’è stato il ricorso alla Cassazione poi vinto dal ricorrente. Questo ha dato origine ai circa 500 mila euro di risarcimento sul totale di un milione e 400 mila euro. Il problema è che in tutti questi anni non si è mai creata una ‘riserva’ che permettesse di coprire queste spese”.

Questione dipendenti: “Il nostro Comune ha circa 80 dipendenti per meno di 5 mila abitanti, cioè un lavoratore ogni 62 dipendenti. Savona ha un dipendente ogni 100 abitanti. Non credo che l’esuberanza del personale dipenda dall’amministrazione Gandolfo ma di chi c’era prima. Chi ha amministrato prima di noi e prima di Gandolfo forse ha fatto il passo più lungo della gamba”.

Infine, i Buoni Ordinari Comunali (Boc) sono stati “attivati nel 2006 per cercare di rinegoziare i mutui con la Cassa Depositi e Prestiti. Ma forse i mutui si potevano rinegoziare in altra maniera. Purtroppo ai tempi è stata scelta un’altra strada, che ora ci sta costando un mucchio di quattrini. A fronte di circa 14 milioni di Boc, si è pagata una somma pari a circa 6 milioni di interessi. Somma superiore a quella che poteva essere la rinegoziazione con la Cassa Depositi e Prestiti”.

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Moreno ha ricordato che “per quanto riguarda la prima causa con la curia, questa è iniziata nel 1992 e la prima sentenza è del 2002. In primo grado il Comune era stato condannato a pagare 490 mila euro. L’Ente ne aveva pagato la metà, ma avendo vinto in appello si è deciso di non versare altri fondi e che quanto versato fosse da considerarsi una ‘riserva’. La conclusione è arrivata nel 2013 con la sentenza in Cassazione che ci ha imposto di versare altri 490 mila euro”.

Maritano ha ribattuto che “se avessimo accantonato la parte rimanente avremmo avuto fondi per estinguere subito questo debito”. Al che il sindaco Canepa ha chiesto a Maritano se “la giunta Gandolfo al suo insediamento non ha fatto una ricognizione delle cause nelle quali sarebbe potuta risultare soccombente al fine di istituire un fondo di riserva per questo genere di risarcimenti?”

Maritano ha ribadito la necessità di istituire una commissione di inchiesta sul buco di bilancio e Moreno ha risposto che “la funzione della capogruppo è la stessa. Tornando alle sentenze, quella con privato è iniziata nel 1992. Il primo grado ha visto il Comune soccombere e pagare per intero il risarcimento. Nonostante la vittoria, il ricorrente ha deciso di andare in appello chiedendo un indennizzo non pari a quello che sarebbe stato il risarcimento per l’esproprio ma al valore di mercato dei terreni. La sentenza finale è arrivata nel 2015”.

La parola è passata poi al pubblico. A prendere la parola è stato l’ex comandante della polizia municipale Salvatore Montalbano, che senza giri di parole ha chiesto: “A quanto ammonta il debito? Quali sono le cause? Quali i responsabili? E’ importante stabilirlo, perché chi ha sbagliato deve pagare. State girando intorno all’argomento senza dire le cose come stanno”.

Canepa ha ribadito che “le cause sono quelle che abbiamo detto. Purtroppo non c’è stato nessuno che è scappato via col malloppo. Dico purtroppo, perché sarebbe stato più facile anche per noi avere una responsabilità palese”.

Moreno ha risposto elencando anche “gli assurdi” e cioè indicando un “responsabile ideale” sulla base del periodo in cui è emerso il problema: “Volendo ragionare per assurdi – ha detto – visto che la prima causa è iniziata durante l’amministrazione Bovio, allora il responsabile è Bovio. La colpa per l’esternalizzazione del servizio acquedotto è colpa dello Stato che ce l’ha imposta. E via di seguito”.

Il presidente di Assoutenti Gian Luigi Taboga ha sottolineato che “il vero dissesto è nella comunità, non nell’amministrazione. Noi qui stiamo parlando di questioni che alla gente non interessano. Alla gente interessa la qualità della vita, il fatto che non tutti riescano a mettere insieme pranzo e cena, trovare occupazione, che le attività economiche abbiano un futuro certo, che il nostro patrimonio edilizio che si sta depauperando. E non pensate di risolvere la questione con la tassa di soggiorno. I cinque euro a persona che incasserete avranno altri costi diversi”.

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Terminata la parentesi Assoutenti, Moreno ha ribadito che “il debito pregresso è ora di un milione e 700 mila euro. All’inizio era di tre milioni di euro”.

Ivan Cambiano, funzionario del settore economico del Comune di Ceriale e candidato nella lista “In Cammino” di Maritano, ha chiesto: “Le misure che avete inserito nel piano comporteranno un risparmio che, al netto del disavanzo strutturale di circa 150-200 mila euro, porteranno a risparmiare risorse per 800 mila euro. Lo squilibrio di bilancio è pari a un milione e 700 mila euro. Possibile che ci vogliano tutti questi anni per risolvere la situazione?”

Moreno ha risposto precisando la sussistenza di “questioni tecniche” e voci che “sono state inserite nel bilancio ma non portano risparmio concreto” e che quindi l’ipotesi di Cambiano non è realizzabile.

In seguito, poi, alcuni cittadini hanno formulato domande diverse e hanno voluto sapere, ad esempio, quanti sono gli insoluti che non hanno versato quanto dovuto al Comune (“Stiamo cercando di recuperare mezzo milione di euro di Imu l’anno” ha risposto Moreno), se la tassa sui rifiuti aumenterà (“Le tariffe Tari variano in base alla qualità della raccolta”) e cosa si intende per esternalizzazione dell’acquedotto (“E’ l’aver dato la gestione a Ponente Acque così come previsto dalla normativa sugli Ato”).

Pippo Spalla, titolare di un bar in via Vittorio Veneto, ha voluto “spezzare una lancia nei confronti dell’amministrazione Canepa. Siete qui da sei mesi e quello che è successo non è colpa vostra. Almeno per ora. Ma mi domando: perché continuate a chiedere soldi ai cittadini? Il commercio va male, siamo tutti in difficoltà, tantissime attività rischiano di chiudere”.

Alessandro Sevega, consigliere comunale delegato al commercio, ha ribadito che “queste azioni hanno l’obiettivo di compensare il disequilibrio. Abbiamo cercato di distribuire i ‘carichi economici’ nella maniera più equa possibile’. Siamo vicini al mondo del commercio e anche in questo senso stiamo cercando di organizzare manifestazioni a favore del turismo e delle attività in sinergia con le associazioni”.

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