La sentenza

“Banda del bancomat”, patteggiano i tre ladri che derubavano gli anziani savonesi

A giudizio c'erano tre romeni: grazie ad uno stratagemma, riuscivano a rubare il bancomat ed i contanti appena prelevati

tribunale savona

Savona. Nel giugno del 2014 erano finiti in manette per una serie di furti allo sportello del bancomat della filiale Bnl di piazza Marconi a Savona. Questa mattina, per quella vicenda, tre cittadini romeni Aurel Popescu, 39 anni, e i fratelli, Marian e Robert Stoica, rispettivamente di 39 e 43 anni (al momento tutti latitanti), sono comparsi in udienza preliminare davanti al giudice Francesco Meloni.

Popescu, considerato la “mente” del gruppo, ha patteggiato due anni e otto mesi di reclusione e 1000 euro di multa, mentre gli altri due imputati hanno patteggiato due anni e quattro mesi e 1000 euro.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, i tre predevano di mira sempre gli anziani ai quali, grazie ad uno stratagemma, riuscivano a rubare il bancomat ed i contanti appena prelevati. Popescu ed i fratelli Stoica avevano raggiunto Savona in treno e, appena arrivati in città, non avevano perso tempo mettendosi subito all’opera. Una volta adocchiata la banca adatta a mettere in scena il loro raggiro erano entrati in azione. Il modus operandi era sempre lo stesso: uno si piazzava davanti allo sportello bancomat (nella filiale di Piazza Marconi ce ne sono due affiancati) fingendo di prelevare, un secondo si occupava di bloccare la porta automatica lasciandola aperta mentre un terzo faceva da palo. Quando la vittima prescelta entrava nell’anticamera della banca per ritirare i contanti veniva monitorata attentamente e, non appena la macchina stava per erogare i soldi, l’uomo che fingeva di effettuare un prelievo faceva cadere una banconota da 20 euro a terra.

A quel punto scattava il raggiro: “Guardi che le sono caduti dei soldi” era la frase che il romeno pronunciava per distrarre l’anziano di turno che, ignaro delle cattive intenzioni, si chinava a raccoglierli. In quella frazione di secondo lo straniero strappava i contanti della vittima dalla feritoia insieme al bancomat e usciva in tutta fretta approfittando della porta tenuta aperta dal complice. Con questo stratagemma, secondo i carabinieri, i tre avrebbero messo a segno cinque colpi: il 15 ed il 30 maggio, poi ancora il 9, il 14 e, l’ultimo, a giugno 2014. In due occasioni aavrebbero addirittura rubato i soldi allo stesso pensionato.

Grazie alle foto dei volti dei tre uomini, diffuse dai militari, molte persone si erano presentate nella caserma di via Mentana per denunciare di essere state derubate dal trio di stranieri. Dai cinque inizialmente contestati, i furti dei quali erano accusati i romeni erano saliti già ad una ventina, per un bottino di oltre ventimila euro.

Le indagini avevano anche chiarito che la banda agiva sempre nello stesso orario, tra le 12 e le 12,30, quindi i militari, in borghese, si erano appostati davanti alla Bnl nella speranza di poterli cogliere sul fatto. E così era stato il giorno dell’arresto quando i carabinieri li avevano fermati prima che potessero scappare dalla banca.

Gli accertamenti avevano anche permesso di scoprire che i romeni, oltre a rubare i soldi ed il bancomat delle vittime, per confodergli ulteriormente le idee gli lasciavano anche la carta elettronica della vittima precedente. Quando l’anziano di turno non vedeva i soldi, pensando ad un errore, inseriva nuovamente il bancomat e, senza accorgersi non fosse il suo, digitava il codice segreto. Così facendo, al terzo errore, la tessera veniva trattenuta dallo sportello e l’anziano anziché pensare di essere stato derubato credeva semplicemente di essersi sbagliato. Le numerose anomalie allo stesso sportello però avevano insospettito i militari.

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