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Spotorno contro la superstizione: un percorso di “sfighe” per sfatare miti e credenze

Giovedì 16 novembre presso la Sala Convegni Palace insieme a Silvano Fuso, membro del Cicap

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Spotorno. L’assessorato alla Cultura di Spotorno presenta una giornata anti­superstizione, partendo dall’idea che essere superstiziosi… porta male. L’appuntamento con Silvano Fuso, divulgatore e membro del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) è per tutta la cittadinanza giovedì 16 novembre, alle ore 16 presso la Sala Convegni Palace di Spotorno.

Invece dalle 15 alle 16 sempre di giovedì 16 novembre sarà coinvolto anche l’Istituto Comprensivo di Spotorno nelle prove esperenziali proposte dal CICAP per dimostrare che essere superstiziosi porta male. “Credere che un oggetto, una persona o una frase abbiano il potere di procurare disastri è una profezia che si auto avvera – spiegano dal Comune – Ed è proprio per combattere la superstizione che il CICAP ci aiuta a compiere un vero e proprio ‘percorso ad ostacoli’. Si passerà ad esempio sotto una scala aperta, si verserà per terra del sale, si aprirà un ombrello al chiuso e così via… I partecipanti dovranno eseguire un totale di 13 gesti e azioni ritenute fortemente pericolose dai superstiziosi. A chi supererà tutte le prove verrà consegnata una card di ‘antisuperstizioso’ personalizzata da conservare insieme ai documenti personali”.

“Giornali, settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo – spiega Gian Luca Giudice, consigliere con delega alla Cultura del Comune di Spotorno – anzi cercando, il più delle volte, l’avvenimento sensazionale, che permetta di alzare l’indice di vendita o di ascolto. Per questo motivo la nostra amministrazione porta avanti avanti un’opera di informazione e di educazione rispetto a questi temi – sia per gli studenti del territorio che per i nostri cittadini ­- per favorire la diffusione di una cultura e di una mentalità aperta e critica, e del metodo scientifico basato sull’evidenza nell’analisi e nella soluzione dei problemi. Quella affermazione è più che mai valida oggi, quando sono sempre più diffuse e seducenti idee e affermazioni pseudoscientifiche a sostegno di terapie di non provata efficacia, teorie del complotto, leggende urbane e falsificazioni storiche”.

“Notizie infondate e autentiche truffe in campo medico, alimentare, economico e storico si mimetizzano con linguaggio scientifico per diffondere contenuti privi di qualsiasi riscontro effettivo – denuncia Giudice – e contribuiscono alla diffusione di una cultura della cospirazione che rende difficile un esame accurato e razionale di molti problemi ed eventi. Quello che sosteniamo è dunque il ‘valore dei fatti’, ovvero la necessità che le diverse affermazioni, teorie, ipotesi di spiegazione che vengono immesse nel dibattito pubblico siano adeguatamente supportate da evidenze che le sostengono. Inoltre può essere utile esaminare quale sia l’origine storica di certe superstizioni. Ad esempio, un tempo versare accidentalmente l’olio e il sale era davvero un evento negativo poiché tali prodotti erano costosi e accessibili a pochi. Oggi per fortuna tali prodotti sono disponibili per tutti e versarli (al di là del fastidio di ripulire) non produce certo alcun danno”.

“Le superstizioni quindi non devono essere demonizzate – precisa il consigliere – Ma occorre studiarle e conoscerle. In fondo fanno parte della nostra natura. Persino certe espressioni verbali che vengono comunemente ripetute anche dalle persone più razionali e che sono diventate ormai una forma di cortesia, hanno alla base convinzioni superstiziose. Chi non ha mai augurato ‘In bocca al lupo’ a un amico che sta per affrontare una prova importante nella vita? Chi non ha mai detto ‘Salute’ a qualcuno che ha starnutito? Chi, aspettando un responso importante, non ha mai esclamato ‘Incrociamo le dita’, e magari lo ha pure fatto materialmente. Sono cose che facciamo tutti i giorni, quasi senza rendercene neppure conto”.

“Nessuno di noi è immune da queste abitudini – prosegue Giudice – Fanno parte della nostra società, del nostro modo di rapportarci agli altri. Come dire ‘Buongiorno’, ‘Buonasera’ o ‘Auguri’, forme di cortesia che, se ci pensiamo un attimo, sono anch’esse espressione di un atteggiamento in qualche modo superstizioso. In questo naturalmente non c’è nulla di male. L’importante è evitare che certe false credenze condizionino negativamente la nostra vita. Purtroppo la storia dell’umanità è zeppa di episodi agghiaccianti originati proprio dalle credenze irrazionali e dalle superstizioni: dalla caccia alle streghe all’inquisizione, dai deliri razziali nazisti alle guerre di religione”.

“Ringrazio quindi Silvano Fuso del CICAP per la sua disponibilità e candido formalmente la città di Spotorno ad ospitare la prossima edizione nazionale del 2018 della giornata anti superstizione, da tenersi rigorosamente di venerdì 17 – conclude Giudice – Invito anche ad essere nostro ospite il presidente onorario del CICAP, il giornalista e scrittore Piero Angela, che fondò il CICAP nel 1989”.

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