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Novembre 1974: tramandiamo la memoria delle bombe a Savona

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

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Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

Ho sempre amato le pagine di storia perché, basandosi su fonti scritte, raccontano fatti accaduti, eventi, momenti che senza la scrittura sarebbero andati inevitabilmente persi nel corso dei secoli…

Nell’articolo di oggi non parleremo di personaggi famosi, né di leggende più o meno misteriose, né di opere d’arte o di monumenti, ma cercheremo di recuperare semplicemente un po’ della memoria recente nel tentativo di tramandare alle nuove generazioni che cosa sia successo proprio a Savona in un recente passato.

A scuola approfondiamo gli usi e costumi delle civiltà antiche, poi studiamo un po’ a memoria nozioni di storia moderna e contemporanea, difficilmente ci soffermiamo su argomenti che possono ricordare i nostri nonni, e non parlo della Seconda Guerra Mondale, penso a qualcosa di veramente recente.

Vuoi per generazione, vuoi per (mancanza di) cultura locale, vi dico la verità ma, fino a poco tempo fa, non conoscevo i fatti che segnarono Savona nel novembre del 1974, quando sette bombe in quindici giorni sconvolsero la cittadinanza creando uno stato di terrore, paura e insicurezza ma anche di reazione e controllo.

Se pensiamo al terrorismo in Italia parliamo delle stragi di Piazza Fontana, dell’Italicus, di Piazza della Loggia: ora proviamo solo a immaginare l’atmosfera degli anni di piombo quando, tra l’aprile del 1974 e il maggio del 1975, una serie di attacchi terroristici colpirono anche il cuore di Savona, Varazze, Quiliano…

Immaginiamo la polvere delle macerie degli edifici distrutti, le urla dei feriti sopravvissuti e il silenzio della morte, come quella di Fanny Dallari, una anziana di 82 anni che il 21 novembre morì per le ferite riportate in seguito all’esplosione nel portone e quindi alla distruzione di un palazzo in via Giacchero, e quella di Virgilio Gambolati , un signore di 71 anni, morto tre mesi dopo l’attentato dinamitardo.

All’ennesima bomba, tutta la popolazione, senza distinzione di partito, reagisce, rimane unita e organizza immediatamente manifestazioni democratiche di protesta (come quella del 13 novembre con 30.000 persone in Piazza Saffi) e vere e proprie ronde auto-organizzate di vigilanza popolare nei vari quartieri della città, dirette dai Consigli di Quartiere.

La mobilitazione civile si diffonde in modo capillare sul territorio al fine di evitare ulteriori attentati: di giorno donne e anziane presidiano l’ingresso degli edifici scolastici all’entrata e all’uscita dei bambini, mentre di notte gli uomini perlustrano scuole, società di mutuo soccorso, strade, parrocchie, infrastrutture.

Non tutti sanno che… ci sono anche due eroi per caso, Quinto Quirini e Giuseppe De Luca, che evitano una strage correndo agitando le braccia incontro a un treno proveniente da Alessandria: se non fosse stato fermato in tempo quel convoglio sarebbe finito proprio sui binari divelti dal tritolo appena esploso sul viadotto ferroviario in località Santuario, provocando una strage.

Non tutti sanno che… sconosciuta forse ai più, una semplice lapide bianca posta in un giardino di Corso Mazzini ricorda il nome della signora Fanny.

Forze politiche? Massoneria? Infiltrazioni? Servizi segreti? Il mistero permane: partite solo nel 1979, le indagini sul periodo delle bombe savonesi vengono archiviate nel 1991 e le otto persone sospettate sono rilasciate.

Nel 2006 nasce il “Comitato per la verità sulle stragi e tentate stragi nel savonese nel 1974-1975″, a cui aderisce il comune di Savona, con lo scopo di recuperare la memoria storica e la ricerca della verità.

Forse qualcuno sbufferà all’ennesimo racconto sulle dodici “bombe di Savona”, ma non dobbiamo stancarci mai di capire e di rievocare fatti accaduti poiché “noi” siamo anche memoria (scritta).

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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