Le tracce di San Martino eremita nell’isola Gallinara - IVG.it
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Le tracce di San Martino eremita nell’isola Gallinara

Lo Zibaldone è la rubrica di curiosità di IVG: ogni mercoledì storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia

Lo Zibaldone è la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.
Storie… storie… quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole…

Non tutti sanno che…

“San Martino, ogni mosto diventa vino” – dice il proverbio – poiché questo è il periodo in cui si assaggia il vino nuovo: in questi giorni cade infatti la ricorrenza religiosa e popolare dell’11 novembre, che in passato è stato un giorno festivo non lavorativo, coincidente con il giorno della sepoltura di San Martino nella città francese di Tours dove fu proclamato vescovo. Leggendo qua e là si scopre che un filo sottile lega la storia del Santo alla Liguria e al savonese in particolare.

Originario dell’attuale Ungheria ma cresciuto a Pavia, Martinus lavora in Gallia come soldato non combattente (ovvero come circitor, sorvegliante, uomo della sicurezza). Nel 335 avviene il fatto per cui è maggiormente conosciuto: mentre si trova sul posto di guardia dona metà del suo mantello da militare a un povero mendicante seminudo che stava soffrendo per il freddo. La temperatura all’improvviso diventa mite e ricordiamo ancora oggi così quella ”estate di San Martino” che si manifesterebbe all’inizio di ogni novembre ( o l’estate fredda, dei morti – come la definisce Pascoli nella poesia “Novembre”).

Dopo essere stato battezzato come cristiano, a quarant’anni Martino lascia l’esercito e, durante il suo peregrinare in Europa, vive per quattro anni come eremita proprio nell’isola Gallinara, di fronte ad Albenga.

Non tutti sanno che… La figura di San Martino viene festeggiata praticamente in tutta Europa nonché in Italia: ricordiamo a Savona la cappella di San Martino nel quartiere di Lavagnola originaria dell’XI secolo; in provincia, il patrono viene festeggiato in frazione San Martino a Stella, dove l’omonima chiesa risalente al VI secolo ospita una statua del Santo di Antonio Brilla (lo scultore savonese noto tra l’altro per aver realizzato le statue poste sulla facciata del Teatro Chiabrera a Savona) e a Toirano, nell’omonima chiesa risalente al Medioevo che ospita affreschi dedicati ai miracoli del Vescovo di Tours.

Non tutti sanno che… il termine “cappella” avrebbe il significato in latino di mantello corto (piccola cappa) e quindi avrebbe denominato il luogo all’interno della basilica di San Martino a Tours ove era conservato come reliquia il mantello del Santo e che divenne ben presto meta di pellegrinaggio nel Medioevo. In seguito il termine viene utilizzato per indicare un edificio religioso di piccole dimensioni.

Lo Zibaldone è la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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