Crescita anche nel savonese del turismo dell'olio - IVG.it
Eccellenza (anche turistica)

Crescita anche nel savonese del turismo dell’olio

Cna: "I vacanzieri sono disponibili a spendere qualcosa in più per portarsi a casa sapori e manufatti del territorio"

Savona. Una nicchia del mercato turistico savonese e ligure sempre più in crescita e che nel primo periodo autunnale e nel ponte di Ognissanti ha fatto registrare un aumento di presenze.

La Liguria, complice anche il bel tempo di questi giorni che ha prolungato la voglia e possibilità di andare al mare, è meta privilegiata per i viaggiatori, ora anche per l’olio e le varie iniziative di attrazione sull’eccellenza gastronomica.

Secondo l’indagine di CNA Turismo tra nuovi trend spicca proprio il turismo dell’olio, e a guidare la classifica delle regioni più gettonate è proprio la nostra con un 15,3% sul totale (+2,8% sul 2016). Con le sue 37 città dell’olio la Liguria è seconda tra le Regioni Italiane per località a vocazione, tradizione e produzione olearia; di queste 26 località sono della provincia di Imperia, 5 in quella di Genova, 4 nel Savonese ed una nello Spezzino.

Un risultato positivo dovuto alla combinazione tra turismo tradizionale, del gusto ed esperienziale attraverso il coinvolgimento nelle attività: il fare, anziché il solo limitarsi a guardare, ed il gustare. Sempre più il turista è attratto dalla possibilità di potere vivere esperienze uniche nelle quali si fondono insieme arte, natura, shopping e enogastronomia.

Tra le produzioni maggiormente attrattive vi è sicuramente l’enogastronomia che rappresenta un asset che, alla stregua di quello artistico e culturale, permette di valorizzare ed identificare il territorio.

“I vacanzieri sono disponibili a spendere qualcosa in più per portarsi a casa sapori e manufatti del territorio, – spiega Angelo Matellini Segretario di CNA Liguria -, generando maggiore redditività anche in favore di quelle imprese legate alle lavorazioni artigianali e tipiche che caratterizzano l’identità ed il life style del made in Liguria. Il settore alimentare è poi soprattutto un sistema produttivo di micro e piccole imprese a forte connotazione artigiana”.

“Il dato incoraggiante conforterà anche i decisori politici, riscontrando positivamente quanto contenuto nel Piano Turistico Regionale 2020 approvato lo scorso luglio dalla Giunta Regionale che prevede anche l’adozione di strategie innovative per la crescita della attrattività della “destinazione Liguria”. Allo scopo, nel Patto del Turismo 2017 è previsto uno stanziamento complessivo per 10 milioni di euro utilizzabili anche per aiuti alle piccole e piccolissime imprese in modo da sostenere e garantire lo sviluppo del sistema di accoglienza, qualificarlo e realizzare progetti in ambito culturale legati alla promozione dei territori a vocazione turistica”.

“Questo attraverso servizi anche innovativi ed esperienziali, – conclude Matellini -, che migliorino la fruibilità e l’appetibilità del territorio e delle sue tipicità”.

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