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Cannabis terapeutica, problemi di approvvigionamento. Il primario Bertolotto: “Ci contestano la preparazione dei farmaci” fotogallery video

La denuncia di un paziente: "Da due mesi senza cure". Per la Asl 2 in arrivo solo una parte delle quantità richieste

Pietra Ligure. Cannabis terapeutica, problemi di approvvigionamento per alcuni pazienti in cura al Centro di Terapia del Dolore della Asl 2 savonese. La denuncia arriva da un nostro lettore, paziente dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure con un programma terapico a base di cannabinoidi: “Da due mesi a questa parte la terapia si è interrotta, da un giorno all’altro, indicando cure alternative rispetto alla somministrazione di cannabis” dice il paziente.

“Queste cure e la terapia che si sta seguendo con continuità è molto importante per il paziente, in particolare per alcune gravi patologie, con forti dolori fisici. Tra l’altro alcuni pazienti non possono assumere moltissimi dei farmaci in circolazione. Molti di noi si sentono abbandonati e ci sono persone che vivono costantemente nel disagio per mancanza della cannabis terapeutica. Se è vero che noi malati abbiamo dei diritti, mi piacerebbe sapere, se in un futuro prossimo, questi ultimi verranno applicati” conclude il nostro lettore.

Sul caso sollevato IVG.it ha contattato il primario della Asl 2 Marco Bertolotto, che ha chiarito in merito alla situazione dei farmaci e delle cure a base di cannabis: “La mancanza di cannabis non è un problema locale, ma nazionale. I pazienti mi scrivono quotidianamente e li tengo informati, tuttavia ancora giovedì da Firenze il Colonnello Medica dell’Istituto Farmacologico Militare (l’unico autorizzato per la produzione della cannabis a scopi terapeutici), mi ha detto che forse arriverà qualcosa a fine della prossima settimana”.

“Tuttavia non sono le quantità che abbiamo richiesto. È arrivato il “Bedrocan” dall’Olanda e la nostra farmacia ospedaliera sta predisponendo l’olio, ma anche qui ci sono problemi perché il ministero contesta la nostra metodica di preparazione: da questo punto di vista chiediamo maggiore sostegno e semplificazione per i medici e, soprattutto, per i pazienti che attendono di proseguire la loro cura” conclude il primario, con una stoccata al Ministero in merito alla procedura contestata.

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