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Alassio, la denuncia degli abitanti: “Ex ospedale ed ex istituto delle suore rifugio per senzatetto e sbandati” fotogallery

Il sindaco: “Le strutture non dipendono dal comune, ma esorterò le forze dell’ordine ad intensificare i controlli”

Alassio. Sono in stato di abbandono ormai da anni, ma continuano ad essere abitate da abusivi, senzatetto, irregolari e malviventi, protagonisti di un via vai continuo, diurno e notturno, nemmeno troppo discreto e sul loro futuro continua a regnare un alone di mistero e incertezza.

È questa la situazione di degrado e insicurezza vissuta da due strutture storiche della città: l’ex ospedale e l’ex sede delle suore francescane, entrambe situate in via Adelasia, arteria stradale che collega Alassio e Moglio.

L’ex ospedale, chiuso in seguito all’apertura del nosocomio Santa Maria di Misericordia di Albenga, nel 2011 è passato sotto la proprietà di Arte, che ha provato a metterlo in vendita a più riprese, ma con scarsi risultati ed è in stato di abbandono ormai da anni.

Passato e presente analoghi a quelli dell’ex istituto delle suore francescane, che si trova a pochi passi dall’ex ospedale e che, dopo aver cambiato pelle diverse volte nel corso degli anni (è stato un ex collegio, ma anche una pensione e ha dato asilo alle scuole, elementari e materne, e all’associazione Albergatori) appare oggi come un enorme scheletro vuoto. La proprietà dell’immobile è tutt’ora delle suore francescane, che ci hanno abitato per lungo tempo. Ultimamente erano rimaste solo in due ma, dopo la morte di una, l’altra si è trasferita a Diano Marina, e da allora il complesso risulta completamente disabitato.

All’interno delle due strutture regnano sporcizia e degrado, con tanto di pareti imbrattate con scritte e murales, ed è continuo il via vai di abusivi, senzatetto, irregolari e malviventi, come testimoniato dalle persiane spalancate, dai vetri rotti delle finestre e dalla presenza di luci che si accendono “magicamente” dopo il calar del sole.

A farsi portavoce delle lamentele degli abitanti della zona, preoccupati dalla situazione, è stato il consigliere di minoranza Piera Olivieri, che ha dichiarato: “Ho visto personalmente le luci accese e diverse persone entrare e uscire dagli ingressi principali. Ma chi sono questi individui? Di certo personaggi poco raccomandabili, la cui presenza non può certo far dormire sonni tranquilli agli abitanti di via Adelasia. Indipendentemente dal fatto che si tratti di strutture private, è necessario che l’amministrazione si faccia carico di porre un freno a questa situazione”.

Negli anni, il comune ha provato a limitare l’emergenza, dando ordine a più riprese ai privati di murare e bloccare gli accessi: alcuni lavori sono stati eseguiti, ma non hanno portato i frutti sperati.

“Gli accessi principali sono stati chiusi e murati, così come le finestre dei piani più bassi, – ha dichiarato il sindaco Enzo Canepa. – Siamo consci del problema, che però risulta non essere di facile risoluzione non essendo il comune direttamente coinvolto. Personalmente, con i mezzi a mia disposizione, farò comunque il possibile, sollecitando in primis le forze dell’ordine a svolgere sopralluoghi e controlli mirati”.

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