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Urbe nel Parco del Beigua, Melis (M5S): “Toti rinvia la pratica di annessione, forzatura politica incomprensibile”

Il consigliere regionale accusa: "Il timore è che si stia cercando di far decadere i termini e vanificare così il percorso"

Urbe. “Dove non è arrivata la burocrazia, ci ha pensato la politica a fermare, almeno temporaneamente, la pratica per l’annessione del comune di Urbe al parco della Beigua. Lo ha fatto con poche righe all’interno di una delibera della giunta regionale del 18 ottobre, con la quale viene ufficialmente rinviata la valutazione della variante del piano integrato, in attesa di ulteriori di approfondimenti. Non è difficile vedere dietro questa ultima forzatura la pressione di parte del centrodestra regionale per fermare quella che sarebbe una grande occasione economica e turistica per l’intero territorio e su cui tutti i pareri tecnici hanno espresso parere favorevole”. E’ l’accusa lanciata da Andrea Melis, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle.

“La Regione Liguria ha in mano questa pratica da inizio giugno – critica Melis – e il procedimento di osservazioni si è concluso il 30 agosto. Da quel momento Toti ha 90 giorni per arrivare all’approvazione, con scadenza a fine novembre. Il timore è che si stia cercando di fare tutto il possibile per far decadere i termini e vanificare così un percorso di annessione che rappresenterebbe un volano enorme in termini di potenziali ricadute turistiche ed economiche, grazie a un brand universale come quello dell’Unesco. In caso di stop, la Regione rischia di dover fare i conti con possibili, evitabili, impugnative”.

“Come M5S ci siamo schierati da subito a favore dell’annessione – ricorda il consigliere – Non esistono ulteriori vincoli in grado di osteggiare una richiesta di buon senso, sposata dallo stesso ente Parco, in cui il comune di Urbe ha tutto da guadagnare senza togliere niente a nessuno. Anche perché, come abbiamo già detto, non vogliamo davvero pensare che il problema sia il vincolo sull’attività venatoria rispetto a un’area che rappresenta meno del 3 per cento del parco e, in ogni caso, non è mai stato terreno di caccia”.

“Toti faccia al più presto chiarezza e ci dica qual è la posizione della Giunta su un tema così sentito dal territorio conclude Melis.

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