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Inquinamento nelle case, savonesi preoccupati ma poco informati

Al primo posto tra le paure le fughe di gas e l'aria. Quanto all’acqua del rubinetto, il 78% la beve abitualmente, ma il 22% preferisce evitarla

L’inquinamento tra le nostre mura domestiche in una ricerca dell’Osservatorio di Sara Assicurazioni sulle sensazioni e le percezioni dei savonesi.

L’Istituto Superiore di Sanità stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili.

E a Savona? Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: il 61% dei savonesi ammette di averne una conoscenza limitata, mentre il 31% ne ignora del tutto l’esistenza. Tra le minacce domestiche più temute dai savonesi, si collocano ai primi posti le fughe di gas (61%), le sostanze nocive nell’aria (61%) e l’inquinamento dell’acqua (44%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici (34%), mentre il 32% dei savonesi si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati del capoluogo ligure, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (61%) e curandone l’igiene e la pulizia (61%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 32% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.

Meno numerosi, invece, i savonesi che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (17%), o acquistando un depuratore dell’acqua (22%).

Quanto all’acqua potabile di casa, il 78% degli intervistati dichiara di berla abitualmente, ma il 22% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene il 76% dei savonesi. Come? Il 42% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 24% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 10% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.

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