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Borghetto, rilevato un errore nel sistema di accertamento della Tari del Comune

Delicato e Sanna: "Ci chiediamo se ciò si sia verificato anche in altre situazioni e a chi siano da attribuire le responsabilità di tale errore"

Borghetto Santo Spirito. Non bastano le ben note difficoltà economiche dovute allo stato di pre-dissesto finanziario e le polemiche legate all’istituzione della commissione di inchiesta sul bilancio: una nuova “tegola” economico-tributaria si è abbattuta sul Comune di Borghetto Santo Spirito.

Con la sentenza numero 412 del 2017, nei giorni scorsi la commissione tributaria provinciale di Savona ha annullato un avviso di pagamento in tema di Tari emesso dal Comune di Borghetto nei confronti della Lp srl, assistita dal commercialista ed esperto contabile Alessandro Delicato e dall’avvocato Giovanni Sanna (ex consiglieri comunali rispettivamente di maggiorana e minoranza nella legislatura 2007-2012). La commissione tributaria ha evidenziato alcuni errori commessi dagli uffici comunali in ordine alla pre-costituzione degli atti.

Questo perché l’avviso “non ha natura di atto amministrativo d’accertamento, di liquidazione e/o rettifica” e perché dunque “non supportato da alcun atto d’accertamento preventivamente notificato”. In altri termini, il giudice tributario ha ritenuto che il sistema di accertamento della Tari per l’anno di imposta 2015 non sia stato corretto nel caso esaminato.

Come sottolineato da Delicato e Sanna, la decisione della commissione tributaria provinciale spinge a chiedersi “se ciò si sia verificato anche in altre situazioni e a chi siano da attribuire le responsabilità di tale errore. Ma la sentenza riveste particolare importanza in un momento in cui i conti del Comune di Borghetto Santo Spirito paiono in rosso e le minoranze hanno chiesto l’istituzione di una commissione di inchiesta”.

Quel che è certo è che “la decisione della ommissione tributaria provinciale si inserisce in un delicato momento storico soprattutto perché censura il procedimento di accertamento adottato dal Comune che è stato anche condannato per l’ennesima volta alla spese processuali”.

“I cittadini hanno il diritto a questo punto di conoscere la verità sul bilancio soprattutto alla luce della sentenza del giudice tributario”, concludono Sanna e Delicato.

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